Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni mostra evidenti difficoltà nel trovare una linea unitaria su una decisione economica di straordinaria rilevanza, quella relativa al riarmo, che comporta una spesa di quasi 15 miliardi di euro.
La confusione regna sovrana tra i membri dell’esecutivo, con dichiarazioni che si susseguono in modo contraddittorio. Prima il ministro Giorgetti ha affermato che la decisione finale spetterà al Parlamento, rimandando quindi la scelta alle aule parlamentari.
Subito dopo è intervenuto il ministro Tajani, annunciando che il Governo avrebbe deciso di richiedere l’intera somma disponibile, pari a 14,9 miliardi di euro. Una presa di posizione netta che sembrava chiudere la questione.
Tuttavia, poco tempo dopo, lo stesso Tajani ha ritrattato, ridimensionando la portata dell’annuncio e parlando invece di una semplice prenotazione delle risorse. Un passo indietro che ha ulteriormente alimentato la confusione sulla reale intenzione del Governo.
Nel frattempo, il ministro Crosetto ha cercato di minimizzare la questione, definendola una scelta di natura puramente tecnica, come se si trattasse di una decisione amministrativa di routine e non di un investimento miliardario.
I cittadini italiani assistono così a un balletto di dichiarazioni contrastanti, con posizioni che cambiano a seconda del giorno e del ministro che prende la parola. Una mancanza di chiarezza che evidenzia le divisioni interne alla maggioranza.
La realtà dei fatti dimostra che la maggioranza di governo non riesce a trovare un’intesa nemmeno sulle proprie priorità strategiche, procedendo in modo improvvisato e senza una visione chiara. Si tratta di uno spettacolo quotidiano di un esecutivo che comunica prevalentemente attraverso slogan, per poi passare il tempo a smentirsi reciprocamente.
Mentre il Governo si divide su come spendere quasi 15 miliardi di euro per il riarmo, gli italiani che devono fare i conti con il caro carburante ricevono solo interventi minimali, che la vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino ha definito come semplici spiccioli.
