Di Luca Franceschi
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La Corte d’Appello di Milano ha emanato una sentenza che, sebbene vada rispettata, apre uno scenario estremamente preoccupante per il futuro dell’ex Ilva. La decisione giudiziale, pur tutelandando il diritto alla salute dei cittadini di Taranto, comporta ripercussioni pesantissime dal punto di vista industriale e occupazionale per il territorio jonico e per l’intero Paese.
Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze della segreteria nazionale del Partito Democratico, sottolinea come questa situazione disastrosa sia il risultato di anni di promesse non mantenute, continui rinvii e soluzioni meramente provvisorie. Il processo di decarbonizzazione della produzione, più volte annunciato, è rimasto prevalentemente sulla carta senza tradursi in interventi concreti.
Secondo Misiani, non vi sono più margini di manovra e il tempo delle dichiarazioni pubbliche è definitivamente concluso. Il governo deve riferire immediatamente al Parlamento e fornire chiarimenti dettagliati su come intenda affrontare le criticità ambientali evidenziate dai giudici, quale assetto industriale intenda perseguire, con quali partner industriali garantire il futuro dell’azienda e quali strumenti di protezione verranno implementati a tutela dei lavoratori diretti e dell’indotto.
Il Partito Democratico si dichiara pronto a contribuire attivamente a una soluzione, mediante un confronto inclusivo che coinvolga i sindacati, le istituzioni locali e i territori interessati. Tuttavia, la responsabilità di costruire una prospettiva credibile e duratura ricade interamente sul governo, la quale deve partire da una piena assunzione di responsabilità da parte dello Stato.
Taranto e il Paese attendono risposte concrete da un tempo eccessivamente prolungato, e questa situazione non può più essere rinviata.
