Di Luca Franceschi
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Secondo Silvio Giovine, deputato di Fratelli d’Italia, le decisioni della magistratura stanno compromettendo gravemente il futuro della siderurgia tarantina. Il parlamentare critica duramente l’operato dei tribunali, sottolineando come gli interventi giudiziari stiano ostacolando i tentativi di rilancio dello stabilimento.
In particolare, Giovine cita il sequestro probatorio dell’altoforno 1 come primo momento critico, ricordando come questa azione abbia fatto saltare il piano di rilancio proprio mentre era in corso la trattativa commerciale con Baku Steel. A suo dire, questo rappresenterebbe un danno significativo per le prospettive di ripresa dello stabilimento.
Ancora più grave, secondo il deputato, la recente decisione della Corte d’Appello di Milano, che sarebbe arrivata in un momento particolarmente delicato. La tempistica della sentenza coinciderebbe infatti con l’imminente incontro con i sindacati e nel momento in cui il Governo si preparava a finalizzare la cessione dell’impianto a un operatore siderurgico internazionale di primo piano.
Giovine definisce questa sequenza di provvedimenti come un vero e proprio “accanimento giudiziario” che avrebbe effetti devastanti su più livelli. Secondo il suo racconto, le conseguenze sarebbero la condanna dello stabilimento stesso, il sacrificio di migliaia di lavoratori e un danno potenziale all’intera filiera nazionale dell’acciaio.
Il deputato conclude con un’affermazione forte, asserendo che chiunque decida di spegnere l’area a caldo si assuma personalmente la responsabilità di estinguere il futuro industriale sia di Taranto che dell’intera siderurgia italiana.
