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CORTE DEI CONTI * «IL DISSESTO IDROGEOLOGICO RESTA STRUTTURALE, PAGAMENTI FERMI AL 41% DEI 3,17 MILIARDI STANZIATI»

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15.01 - venerdì 24 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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DISSESTO IDROGEOLOGICO, CORTE DEI CONTI: CICLO DEGLI INTERVENTI PUBBLICI E STATO DI ATTUAZIONE

La Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 14/SEZAUT/FRG/2026, il Referto sulla gestione territoriale della prevenzione, mitigazione e contrasto del dissesto idrogeologico, nel quale si ricostruisce, tramite l’integrazione delle principali banche dati pubbliche disponibili, il quadro degli interventi programmati sul territorio nazionale e il loro stato di avanzamento.

L’elemento innovativo del Referto risiede nella metodologia adottata. Per la prima volta, infatti, sono state messe in relazione le informazioni provenienti dalla piattaforma ISPRA-IdroGEO, dal Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS), dalla banca dati BDAP-MOP e dalla piattaforma ReGiS dedicata al monitoraggio del PNRR. È stato così possibile seguire gli interventi lungo l’intero ciclo della politica pubblica, dalla localizzazione del rischio all’avanzamento finanziario e procedurale.

L’analisi conferma che il dissesto idrogeologico è una condizione strutturale del territorio italiano. Oltre la metà dei Comuni – si legge nel documento – è esposta sia al rischio idraulico che a quello da frana. Per la programmazione degli investimenti assume, tuttavia, rilievo non solo l’entità del rischio stesso, ma soprattutto l’intensità dell’esposizione di popolazione, edifici, imprese e beni culturali.

Le elaborazioni effettuate su oltre 28 mila interventi censiti in ReNDiS mostrano un significativo incremento delle opere finanziate negli ultimi anni, cui hanno contribuito anche il programma ProteggItalia e il PNRR. L’aumento delle risorse disponibili – rileva la magistratura contabile – non si è tradotto, però, almeno finora, in un corrispondente incremento delle opere concluse, mentre permangono criticità nella qualità e nella completezza delle informazioni disponibili.

L’integrazione con la banca dati BDAP-MOP ha consentito di esaminare 5.463 interventi anche sotto il profilo finanziario, evidenziando che, a fronte di finanziamenti superiori a 3,17 miliardi di euro, i pagamenti raggiungono poco più del 41% delle risorse disponibili.

L’analisi rileva, inoltre, che gli interventi destinati alla mitigazione degli effetti delle alluvioni e delle frane, che assorbono la quota maggiore delle risorse, presentano livelli di avanzamento inferiori a quelli attesi.

Un approfondimento specifico concerne gli interventi PNRR, di cui, attraverso la piattaforma ReGiS, sono stati esaminati 1.350 progetti, in diminuzione rispetto al monitoraggio precedente, per un valore complessivo di circa 1,9 miliardi di euro. In tale contesto, pur a fronte di impegni pari al 79% delle risorse disponibili, i pagamenti si attestano al 44,4% dell’importo totale dei progetti.

Nel complesso, il Referto evidenzia che la principale problematica non riguarda la disponibilità delle risorse finanziarie, significativamente aumentate negli ultimi anni, ma la capacità del sistema pubblico di trasformarle tempestivamente in opere concluse. Alla frammentazione delle competenze – conclude la magistratura contabile – si affiancano, infatti, criticità nella qualità delle informazioni e nella ricostruzione unitaria del ciclo di vita degli investimenti, aspetti che richiedono un’effettiva capacità amministrativa, programmatoria e tecnico-progettuale nei diversi livelli di governo competenti per materia.

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