Di Luca Franceschi
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A Bologna il deputato di Fratelli d’Italia Sara Kelany commenta le reazioni alle morte di Abderrahim Fakir. Secondo l’esponente di FdI, le manifestazioni di protesta delle organizzazioni definite “islamocomuniste” rappresentano una chiara dimostrazione di un collegamento ormai consolidato tra l’islam radicale e i gruppi comunisti extraparlamentari, in particolare i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo.
Kelany sottolinea come i Carc esprimono apertamente posizioni rivoluzionarie, utilizzando terminologie come “macchina repressiva e omicida” riferendosi al Governo e promuovendo strategie per il “blocco popolare”. Nel contempo, continua l’analisi del deputato, le piattaforme dei movimenti islamisti internazionali diffondono il video della morte di Fakir come evidenza della “persecuzione dei musulmani in Italia”, creando paralleli con casi internazionali come quello di George Floyd.
Il deputato esprime preoccupazione per il fatto che anche organizzazioni come l’Anpi, i Cobas e il Plat si uniscano a questa narrazione, emettendo giudizi di condanna nei confronti degli agenti prima che l’autorità giudiziaria abbia completato le sue valutazioni. Kelany ribadisce che le indagini sulla morte di Fakir devono procedere con rigore e trasparenza.
Tuttavia, prosegue il comunicato, il deputato sostiene che nessuno dovrebbe tollerare scenari in cui vengono scritte frasi come “tutti i poliziotti sono bastardi” su monumenti pubblici o quando vengono lanciate minacce verso chi indossa una divisa con slogan del tipo “toccano uno, toccano tutti”. Kelany conclude affermando che coloro i quali lanciano simili avvertimenti devono assumersi pienamente la responsabilità sia dal punto di vista politico che penale delle proprie dichiarazioni.
