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COMUNE MORI (TN) – RONSIGLIERI MINORANZA * VAL DI GRESTA: «L’AMMINISTRAZIONE VOLTA LE SPALLE E ACCELERA LO SPOPOLAMENTO MONTANO / BOCCIATA LA PETIZIONE PER L’ASILO NIDO A RONZO-CHIENIS»

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18.47 - giovedì 23 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’Amministrazione di Mori volta le spalle alla Val di Gresta e accelera lo spopolamento montano: bocciata la petizione per l’asilo nido a Ronzo-Chienis Ieri sera, in un Consiglio Comunale caratterizzato da una straordinaria e sentita partecipazione di pubblico, la maggioranza guidata dal Sindaco Mazzucchi ha respinto la petizione sottoscritta da 890 cittadini.

La richiesta delle famiglie era semplice e mossa dal buon senso: rinnovare la convenzione con il Comune di Ronzo-Chienis per consentire ai bambini moriani residenti in Val di Gresta di continuare a frequentare l’asilo nido vicino a casa, tutelando così la loro continuità educativa e affettiva. Come gruppi consiliari di minoranza esprimiamo la nostra più profonda delusione per la decisione della Giunta e per i toni utilizzati in aula.

Ieri la maggioranza consiliare rifiutandosi di accogliere la petizione ha preso una decisione che non colpisce solo un piccolo gruppo di bambini, ma ferisce l’intero tessuto sociale della valle. Il vero nodo politico di questa vicenda, totalmente ignorato dall’amministrazione, è la difesa dei servizi di prossimità (soprattutto quelli legati al Welfare-formazione come in questo caso) come argine contro lo spopolamento montano. In montagna le dinamiche sono chiare: ogni servizio che chiude è una famiglia che se ne va, e ogni famiglia che se ne va è un centro vitale che si spegne. Lo spopolamento non si combatte con i documenti o con le chiacchiere, ma si affronta oggi, garantendo servizi alle famiglie.

Abbiamo ascoltato le parole toccanti e inequivocabili della rappresentante dei genitori, Miriana Ferrari, che ha illustrato il grave disagio logistico, organizzativo ed emotivo che questa scelta comporta per chi vive in montagna. Interrompere bruscamente il percorso educativo di bambini così piccoli, costringendoli a cambiare compagni ed educatori per giustificare i posti nel nuovo nido di Mori, va contro ogni principio pedagogico e ignora il benessere psicologico dei minori.

Se poi aggiungiamo che due bambini che ad oggi fino al 31 luglio stanno frequentando il nido di Ronzo con settembre dovranno scendere a Mori, solo per pochi mesi, perché poi una a gennaio 2027 (dopo solo 4 mesi!) e l’altro a fine anno ritorneranno a Ronzo per frequentare le scuole materne, si comprende l’insensatezza e la gravità di questa decisione. La maggioranza si è trincerata dietro a fredde motivazioni burocratiche di “programmazione e sostenibilità finanziaria”, affermando di dover riempire i 108 posti del nuovo polo per l’infanzia, realizzato investendo 3 milioni di euro di fondi pubblici.

Tuttavia, in aula abbiamo dimostrato che la vera motivazione non è economica: la differenza di costo per mantenere la convenzione è di appena 190 euro mensili a bambino. 1 Non è quindi una questione di risorse né di presunte responsabilità contabili, anche perché il Comune di Mori non è tenuto a saturare tutti i posti disponibili del suo nido arrivando a 108 bimbi, il capitolato di gara per il nido di Mori è chiaro: si paga il gestore per ogni posto occupato, non per ogni posto disponibile! Al Comune di Mori non costa nulla in termini finanziari rinunciare ai tre bambini per far frequentare loro il nido a Ronzo.

Riteniamo inaccettabile che si neghino le risorse per un servizio essenziale alla prima infanzia e per il mantenimento di un ciclo scolastico2, quando la stessa amministrazione trova rapidamente migliaia di euro per finanziare eventi come le selezioni di Miss Italia a Mori. Siamo rimasti sbalorditi dalle dichiarazioni del Vicesindaco Gentili e dell’Assessore Salvaterra, i quali hanno parlato di “scelte sostenibili” e di una presunta “equità”, sostenendo che i cittadini vadano trattati tutti allo stesso modo a prescindere da dove risiedano.

Noi ribadiamo che l’equità non significa ignorare le oggettive difficoltà di chi vive nelle frazioni: non c’è nulla di più ingiusto che trattare in modo uguale situazioni e territori che hanno bisogni e peculiarità profondamente diverse. Abbiamo provato fino all’ultimo a far ragionare l’amministrazione, presentando anche degli emendamenti volti quantomeno a dare dignità formale a una delibera scritta male, che si limitava a un calcolo contabile dimenticando il lato umano della vicenda. La maggioranza, in risposta, si è astenuta in blocco, tirando dritto per la propria strada.

Un’amministrazione comunale seria non si sarebbe arrampicata sugli specchi – come abbiamo visto ieri in consiglio – e non avrebbe mai parlato di ‘errori di programmazione’. Criticare la scelta di garantire con fondi PNRR la realizzazione di due nuove strutture nido per un totale di 108 posti nido a Mori, una comunità di 10.000 residenti, solo perché oggi restano 8 posti scoperti per esaurimento delle domande, dimostra una totale mancanza di visione.

Un’amministrazione lungimirante si chiederebbe piuttosto come rendere il nido un servizio davvero universale, dato che molte famiglie moriane con figli sotto i tre anni ancora non presentano domanda. Basta, quindi, con le lamentele e le accuse gratuite alla scorsa amministrazione (di cui fra il resto l’attuale sindaco ricopriva il ruolo di Vicesindaco) per aver osato investire sul futuro. È il momento di mettersi pancia a terra per far sì che ogni bambino possa accedere a questo fondamentale servizio educativo.

1 Dalla lettura dei capitolati d’appalto che rispettivamente il Comune di Mori per il proprio nido da 60 posti e il Comune di Ronzo Chienis per il suo da 24 posti hanno bandito queste settimane estive per trovare le rispettive Cooperative che ne diventeranno il soggetto gestore emerge quanto segue: il Comune di Ronzo riconoscerà alla Cooperativa 1386,32 euro bambino per ogni mese, il Comune di Mori avendo un nido più grande e quindi con economie di scala maggiori riconoscerà alla suo soggetto gestore 1192,72 euro mese a bambino.

2 Come sottolineato più volte nei nostri interventi in consiglio, preme ricordare che contrariamente a tutte le altre convenzioni che hanno permesso a bambini moriani di frequentare il servizio nido presso altri comuni (Rovereto, Isera, Brentonico), quella con Ronzo ha una sua particolarità non riscontrabile in tutte gli altri casi.

La maggioranza dei bambini moriani che ha frequentato il nido a Ronzo poi continuava la frequenza a Ronzo anche della Materna e della Scuola Primaria avendo quindi una comunità e continuità educativa 0-10 anni presso i poli educativi e didattici in Ronzo. Ciò non si verifica nei casi delle convenzioni con Isera e Brentonico, perché superati i tre anni in questi casi il bambino viene iscritto presso le strutture delle Scuole dell’Infanzia site a Mori.

Per tutti questi motivi, il nostro voto finale è stato convintamente contrario. Si amministra una comunità avendo cura dei più piccoli e non lasciando indietro nessuno, non trattando i bambini come semplici numeri.

Noi continueremo a stare dalla parte delle famiglie, del dialogo vero e del futuro della Val di Gresta.

 

*

I Consiglieri Comunali:

Filippo Mura (PD Democratici per Mori) / Vincenzo Ciaghi (PD Democratici per Mori) Stefano Barozzi (PD Democratici per Mori)

Jacopo Gioanni Romani (Uniti per Mori)

Martina Marchiori (AVS)

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