(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il diritto alla salute è ancora una prerogativa del Trentino? La grave situazione delle liste d’attesa in Trentino, che ci colloca agli ultimi posti a livello nazionale per la capacità di prendere in carico i cittadini da parte dell’ASUIT, impone l’apertura di un dibattito serio e non più rinviabile all’interno del governo provinciale, dell’Assessorato alla Salute e della struttura amministrativa.
Non si tratta soltanto di una classifica negativa o di un problema organizzativo. In gioco ci sono la salute e la vita delle persone: cittadini che attendono per mesi una visita specialistica o un esame diagnostico, con il rischio che patologie anche gravi vengano individuate troppo tardi. Un sistema sanitario pubblico efficiente rappresenta il primo presidio di tutela della qualità della vita e deve garantire a tutti un accesso tempestivo alle cure.
Oggi, invece, chi dispone di risorse economiche cerca una risposta nel privato, mentre chi non può permetterselo è spesso costretto a rinunciare a curarsi o a rimandare le prestazioni di cui ha bisogno. Si stima che siano circa 40 mila le persone escluse, di fatto, da un sistema sanitario che dovrebbe essere universalistico e non lasciare indietro nessuno. A queste si aggiungono oltre 14 mila cittadini ancora in attesa di una visita specialistica.
Come si sia potuti arrivare a una situazione tanto grave è una domanda che merita risposte chiare. Le responsabilità continuano a rimbalzare da un soggetto all’altro, mentre i cittadini pagano il prezzo di una gestione che appare priva di una strategia efficace. Non servono annunci né giustificazioni. E’ giunto il momento di un cambio di passo. Servono scelte coraggiose, una revisione dell’organizzazione sanitaria, investimenti e una guida politica capace di restituire ai cittadini la fiducia in un sistema sanitario pubblico efficiente, equo e davvero universale. La salute non è un privilegio, è un diritto costituzionale che la Provincia ha il dovere di garantire. Su questo non possono esserci rinvii, né alibi.
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Lucia Coppola
Consigliera provinciale/regionale – Alleanza Verdi e Sinistra
