Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede è intervenuto duramente in aula alla Camera, ricordando un episodio drammatico che lo ha toccato personalmente. Ha rievocato la tragedia di un ragazzino di dodici anni che ha perso la vita in piscina, e l’accorato appello che la madre rivolse al Parlamento affinché si intervenisse in modo serio per evitare altre morti. Fede ha definito vergognoso vedere arrivare all’ultimo momento un emendamento che non risolve affatto il problema e non garantisce una maggiore sicurezza.
Anche il deputato pentastellato Antonio Caso ha espresso forti perplessità sull’emendamento presentato. Pur dichiarando che il Movimento 5 Stelle voterà a favore per senso di responsabilità, Caso ha sottolineato come si tratti di un testo raffazzonato. Il rischio concreto, secondo il deputato, è che non si producano effetti reali in termini di sicurezza ma solo slogan a scopo comunicativo.
La deputata Gilda Sportiello ha richiamato le dichiarazioni del ministro Musumeci, che aveva affermato come la legge quadro sulla sicurezza nelle piscine fosse ferma da un anno a causa di interessi lobbistici di categoria che frenano il diritto alla sicurezza e alla vita. Sportiello ha lanciato un’interrogazione provocatoria, chiedendosi se il ministro avesse ragione visto il modo in cui la maggioranza sta agendo con questo emendamento.
La deputata ha poi elencato puntualmente le lacune del testo proposto. L’emendamento parla genericamente di un sistema di messa in sicurezza senza spiegare di cosa si tratti, non fa riferimento ad alcuna normativa precisa, indica controlli da parte di un’autorità competente senza specificare quale, non stabilisce in alcun modo come verranno ripartiti i fondi reperiti all’ultimo momento e lascia fuori le piscine private non aperte al pubblico che pure espongono agli stessi rischi.
Sportiello ha criticato il metodo seguito, affermando che non si scrivono così le norme solo per ottenere un effetto comunicativo senza creare vera sicurezza per le piscine. Secondo la deputata, si sarebbe potuto fare un lavoro serio approvando in giornata stessa, in commissione Affari sociali, la legge quadro sulla sicurezza nelle piscine.
Il Movimento 5 Stelle ha ribadito che voterà l’emendamento per senso di responsabilità, ma ha sottolineato di non ragionare per propaganda. I deputati pentastellati hanno rivendicato la volontà di approvare leggi serie e organiche, ritenendo il testo presentato scritto male e inadeguato rispetto alle necessità di garantire la sicurezza nelle strutture acquatiche.
