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CONSIGLIO D’EUROPA * MEMORANDUM: O’FLAHERTY (COMMISSARIO DIRITTI UMANI), «L’ITALIA HA BISOGNO DI SOSTENERE GLI SFORZI PER PORRE FINE ALLA POVERTÀ MINORILE »

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10.02 - giovedì 23 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha pubblicato oggi un memorandum sulla povertà minorile in Italia.

Il Commissario apprezza che la povertà minorile sia riconosciuta dalle autorità italiane come un grave problema e che nel corso degli anni siano stati compiuti notevoli sforzi per affrontarla. Tuttavia, osserva che le misure di contrasto dovrebbero essere notevolmente rafforzate, attraverso un approccio coerente a livello nazionale basato sui diritti umani e incentrato sui bambini. Esorta le autorità a tutti i livelli a dare priorità all’eliminazione della povertà minorile nella loro spesa pubblica.

Il Commissario osserva che riforme strutturali, un’azione coordinata e finanziamenti sostenuti sono necessari per garantire i diritti dei bambini nel Paese.

I bambini sono oggi la fascia d’età più colpita dalla povertà in Italia: il 13,8% di loro – circa 1 bambino su 7 – vive in condizioni di povertà assoluta. Questa percentuale è aumentata negli ultimi anni, a causa di salari non adeguati e del crescente costo della vita, che ha particolarmente colpito le famiglie.

“Per garantire che la prossima generazione possa vivere senza paura né privazioni, indipendentemente dalla famiglia in cui nasce o dalla regione in cui vive, l’Italia dovrebbe sviluppare un approccio globale attuato in modo ben coordinato e sostenuto da finanziamenti costanti,” ha dichiarato il Commissario O’Flaherty.

La situazione della povertà minorile in Italia è segnata da notevoli disparità a livello geografico, con una concentrazione particolare nel Sud, nelle zone periferiche e nelle aree urbane svantaggiate. La povertà assoluta è più prevalente nelle famiglie monoparentali e in quelle con tre o più figli, nonché nelle famiglie in cui gli adulti hanno un basso livello di istruzione, appartengono a minoranze o sono cittadini stranieri.

La povertà minorile incide su ogni aspetto della vita e del benessere dei bambini, limitandone l’accesso alla salute, all’istruzione, ad un’alimentazione adeguata, all’alloggio e alle relazioni sociali. È aggravata da una mobilità sociale limitata, che blocca i gruppi svantaggiati e perpetua le disuguaglianze di generazione in generazione.

Il Commissario osserva inoltre che gli sforzi devono essere pianificati in modo coerente per assistere i bambini che vivono in condizioni di povertà e le loro famiglie, prestando speciale attenzione alle esigenze dei minori che si trovano in situazioni di particolare svantaggio. Pur accogliendo con favore iniziative come l’Assegno Unico e Universale introdotto nel 2021, osserva che, nel complesso, i finanziamenti destinati ai programmi chiave di lotta alla povertà sono insufficienti e in calo, anche in ambiti identificati come particolarmente cruciali, come la povertà educativa. In vista della scadenza dei finanziamenti dell’UE legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), occorre garantire un finanziamento sostenuto per il funzionamento delle strutture scolastiche e degli asili nido, e per iniziative che garantiscano pasti gratuiti ai bambini che ne hanno bisogno o volte a contrastare l’abbandono scolastico.

Il Commissario osserva che dovrebbero essere introdotte misure di tutela per garantire che i minori e le famiglie che vivono in povertà non siano esclusi dalle indennità e dai servizi pertinenti a causa di requisiti di residenza o di cittadinanza, o di ostacoli tecnologici o burocratici.

Raccomandazioni chiave

Per dare un rinnovato impulso alla lotta contro la povertà minorile, il Commissario incoraggia le autorità italiane a tutti i livelli a:

Coordinare tutte le iniziative contro la povertà minorile nell’ambito di un unico piano nazionale basato sui diritti umani.
Introdurre misure legislative per definire e finanziare i livelli minimi di prestazione (“Livelli Essenziali delle Prestazioni”, o LEP) che ogni regione e comune dovrebbe fornire, al fine di ridurre le disparità su base geografica.

Garantire che le indennità di sostegno al reddito siano sufficienti a fornire un livello di vita adeguato e non escludano le persone che non sono in grado di sopperire alle proprie necessità, indipendentemente dalla composizione del nucleo familiare.
Garantire il coordinamento dei servizi sociali al fine di fornire un’assistenza completa ai minori, affrontando le molteplici manifestazioni della povertà minorile ed eliminando qualsiasi ostacolo giuridico e amministrativo che possa impedire ai minori di accedere ad alloggi adeguati, ad un’alimentazione corretta, all’assistenza sociale e al sostegno psicologico.
Garantire stanziamenti di bilancio sostenuti nel tempo per consentire l’attuazione delle misure pertinenti – anche dopo la scadenza dei fondi UE legati al PNRR – e di programmi specifici a favore di bambini in condizioni di svantaggio.

 

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