Di Luca Franceschi
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La battuta rivolta da Enzo Iacchetti al ministro Schillaci merita di essere apprezzata per la capacità di mettere in luce la grave crisi che affligge il sistema sanitario nazionale, un’emergenza che il governo sembra intenzionato a tenere nascosta all’opinione pubblica.
Secondo i dati ufficiali forniti dall’AGENAS, relativamente alle prestazioni urgenti che dovrebbero essere eseguite entro tre giorni, la situazione è allarmante. A livello nazionale i tempi prescritti vengono rispettati per meno del 40% dei casi quando si tratta di colonscopia e risonanza magnetica dell’addome. Complessivamente si contano 1,5 milioni di visite e 900mila esami per i quali i tempi indicati dal medico di medicina generale che ha effettuato la prescrizione non sono stati rispettati.
Come evidenziato dalla newsletter Diritti in Salute curata da Vittorio Agnoletto, risulta molto discutibile il trionfalistico annuncio del governo sul presunto rispetto dei tempi di attesa per il 70-80% delle prestazioni. La realtà dei numeri è ben diversa: mediamente il 50% circa delle prime visite e degli esami diagnostici richiesti con ricetta del Servizio Sanitario Nazionale non viene eseguito, né all’interno del SSN né presso il privato convenzionato. I dati che il governo presenta come miglioramento sarebbero dunque calcolati soltanto su questo 50% residuale. L’altro 50% della popolazione, verosimilmente, si è dovuto rivolgere al privato a pagamento oppure ha rinunciato completamente alle cure necessarie.
Anziché attaccare Iacchetti, la destra dovrebbe cessare il definanziamento sistematico della sanità pubblica e interrompere gli evidenti vantaggi concessi alla sanità privata. Appare positivo che Iacchetti metta a disposizione la sua notorietà per sostenere cause di giustizia, come la denuncia del genocidio del popolo palestinese, l’opposizione alle politiche di riarmo e agli scenari di guerra. Il governo deve smettere di incrementare la spesa militare e dedicarsi invece a garantire il diritto costituzionale alla salute per tutti i cittadini. Particolarmente apprezzabile risulta anche il contributo di Iacchetti nel smontare con efficace ironia la demagogia promossa da Salvini e Vannacci sulla remigrazione.
