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CCIATA TRENTO * GRAVIDANZA E MATERNITÀ: «FINO A 3 MILA EURO AL MESE E 25 MILA EURO DI CONTRIBUTI, PER IMPRENDITRICI E PROFESSIONISTE»

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19.07 - mercoledì 22 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Per favorire la diffusione delle novità che rendono più razionale e agile l’accesso alla misura conciliativa a sostegno alle imprenditrici e alle lavoratrici autonome che devono assentarsi dal lavoro per ragioni legate a gravidanza e maternità – ex-Progetto Co-manager, poi Intervento 2.2.4 e ora Avviso n. 744 – il Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile di Trento, con il supporto della Camera di Commercio, ha affrontato assieme all’Assessorato allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca e all’Agenzia del lavoro un proficuo confronto che ha permesso di rivedere i criteri per l’attuazione del sostegno alle esigenze conciliative di imprenditrici e lavoratrici autonome per renderlo più aderente alle loro effettive necessità.

L’incontro di oggi è stato organizzato per illustrare ai vertici e ai referenti delle politiche del lavoro degli organismi e delle associazioni di categoria rappresentati in Consiglio camerale i dettagli applicativi della misura conciliativa, per permettere loro di proporne l’accesso alle imprenditrici che dovessero assentarsi dal lavoro per gravidanza o per ragioni legate alla crescita dei figli e organizzare la propria, temporanea sostituzione in azienda.

“È stato un percorso lungo e impegnativo – ha sottolineato Helga Caldonazzi, Coordinatrice del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile – che, passo dopo passo, ci ha permesso di curare i dettagli di uno strumento di conciliazione davvero concreto, che non obbligherà più le donne a dover scegliere se crearsi una famiglia o investire sulla propria carriera professionale, e che, ne siamo sicure, porterà beneficio allo sviluppo imprenditoriale nel suo complesso”.

“La collaborazione e la disponibilità che Provincia e Agenzia del lavoro ci hanno fornito nella fase propositiva e che hanno successivamente condotto alla revisione della misura conciliativa pensata per imprenditrici e lavoratrici autonome – ha commentato Andrea De Zordo, Presidente della Camera di Commercio di Trento – sono state determinanti per garantire un impianto normativo più agile e una gestione più snella dell’intervento di sostituzione. Da parte sua, l’Ente camerale ha ritenuto che alla base del lavoro di revisione fosse necessario avere piena contezza dello status quo e, tramite il proprio Ufficio studi e ricerche, ha realizzato e messo a disposizione i risultati di una ricognizione delle misure già previste dalle normative nazionali e provinciali, verificando anche l’eventuale presenza di ulteriori misure dedicate, implementate o promosse direttamente dalle associazioni di categoria, organizzazioni e ordini professionali”.
Il vicepresidente della Provincia e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli ha richiamato il valore strategico della partecipazione femminile al mercato del lavoro e all’imprenditoria per la competitività del territorio.

“Sviluppo economico, lavoro e famiglia sono tre ambiti strettamente collegati – ha precisato Spinelli -. Se vogliamo un Trentino più competitivo dobbiamo creare le condizioni affinché sempre più donne possano lavorare, fare impresa e costruire una famiglia senza essere costrette a rinunciare a uno di questi percorsi”.
Il vicepresidente ha ricordato quindi come la maternità rappresenti ancora un momento di forte criticità nei percorsi professionali femminili: in Trentino circa una lavoratrice dipendente su dieci lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio, mentre il ricorso al part time interessa il 38% delle donne occupate, con ricadute che incidono anche sul percorso retributivo e previdenziale.

“Per questo abbiamo scelto di rafforzare gli strumenti di sostegno alle imprenditrici e alle libere professioniste, intervenendo non solo sulle risorse disponibili, ma anche sulla qualità delle misure. Attraverso il confronto con le associazioni di categoria e con chi vive quotidianamente queste esigenze abbiamo reso il sistema più semplice, più flessibile e più vicino alla realtà del mercato del lavoro. Per noi non si tratta soltanto di una politica di welfare, ma di una scelta di sviluppo: sostenere il lavoro femminile significa investire nel capitale umano, nella crescita delle imprese e nel futuro del Trentino” ha concluso Spinelli.
La dirigente generale dell’Agenzia del lavoro Stefania Terlizzi ha quindi illustrato il percorso che ha portato alla revisione della misura, resa strutturale dalla legge provinciale di stabilità 2025 e successivamente aggiornata per rispondere alle criticità emerse nella fase di applicazione.

“Il confronto con il Comitato per l’imprenditoria femminile, la Camera di commercio e le associazioni di categoria ci ha consentito di migliorare uno strumento già importante. Abbiamo introdotto la possibilità di ricorrere anche a collaboratrici autonome o con partita IVA per le sostituzioni, semplificato il sistema di calcolo del contributo, che può arrivare fino a 3.000 euro al mese e a un massimo di 25.000 euro nell’arco di 18 mesi, e ridotto gli oneri organizzativi ed economici a carico dell’imprenditrice. L’obiettivo è garantire la continuità dell’attività professionale durante la maternità, tutelando il tessuto produttivo e offrendo risposte concrete alle esigenze delle lavoratrici a

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