18.00 - mercoledì 22 luglio 2026
Come riportato dal Corriere della Sera, nell’indagine relativa alle presunte pressioni su Gianluca Rocchi, all’epoca designatore degli arbitri di Serie A, la Procura di Milano non ha effettuato il sequestro dei dispositivi telefonici per verificare l’eventuale presenza di corrispondenza tra i soggetti captati nelle intercettazioni, diversamente da quanto avviene di norma.I pubblici ministeri Maurizio Ascione e Paolo Ielo, all’interno della richiesta di archiviazione, hanno giustificato tale decisione adducendo il «clamore mediatico», in quanto la risonanza della notizia ha reso irrealizzabile l’uso proficuo di strumenti di ricerca della prova non ancora adottati.
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