Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle richiama l’attenzione di Fratelli d’Italia su quello che definisce un doppio standard applicato dalla maggioranza di centrodestra in materia di intercettazioni telefoniche dei parlamentari. Secondo i senatori pentastellati, esiste un trattamento differenziato che protegge gli esponenti dell’attuale maggioranza mentre espone quelli dell’opposizione.
La questione riguarda nello specifico due casi emblematici. Nel primo, quello del sottosegretario Delmastro, le intercettazioni con Caroccia sono state ritenute rilevanti dai magistrati nell’ambito delle indagini sul prestanome del clan Senese. La procura si è rivolta alla Giunta della Camera per ottenere le autorizzazioni necessarie, ma il centrodestra ha opposto lo scudo protettivo a favore del proprio esponente, pur non essendo questi formalmente indagato.
Di segno opposto il trattamento riservato al senatore Scarpinato. Le sue conversazioni con Natoli, pur essendo state giudicate irrilevanti dalla stessa procura di Caltanissetta, sono state comunque inviate alla commissione Antimafia. Qui decine di parlamentari hanno potuto leggerle, e successivamente le intercettazioni sono finite nelle mani della stampa che le ha utilizzate per un’azione che il M5S definisce di “macelleria politica”. Il tutto è avvenuto senza alcun passaggio dalla Giunta del Senato, procedura invece pretesa nel caso Delmastro.
Questa disparità di trattamento viene denunciata come un garantismo selettivo, applicato a geometria variabile in base all’appartenenza politica. Secondo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, si è creato un sistema in cui gli esponenti della maggioranza godono di protezione incondizionata, mentre i parlamentari dell’opposizione sgraditi possono essere intercettati per mesi, anche senza essere indagati e senza le necessarie autorizzazioni, con il rischio che le loro conversazioni, seppur processualmente irrilevanti, vengano diffuse alla stampa per finalità di lotta politica.
A denunciare questa situazione sono la senatrice Ada Lopreiato, capogruppo del M5S in commissione Giustizia, e il senatore Luigi Nave, capogruppo pentastellato in commissione Antimafia, che accusano il centrodestra di comportamento omertoso verso gli alleati e spietato verso gli avversari politici.
