Di Luca Franceschi
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La Sicilia è nella morsa di un’emergenza incendi senza precedenti, con evacuazioni di cliniche e abitazioni, e un bilancio che parla di oltre mille interventi effettuati dai Vigili del Fuoco dal 18 luglio. Solo nella giornata odierna si sono contati più di duecento interventi, mentre altri centocinquanta sono ancora in attesa di essere eseguiti.
La situazione sta avendo ripercussioni drammatiche anche sul fronte lavorativo ed economico. I lavoratori sono stati costretti alla cassa integrazione a causa del caldo estremo che ha reso impossibile proseguire le attività in condizioni di sicurezza.
Coldiretti ha lanciato l’allarme denunciando danni per milioni di euro e aziende ridotte allo stremo. L’Unione Coltivatori Italiani ha fatto un passo ulteriore chiedendo la dichiarazione dello stato di calamità per il territorio siciliano.
Anche Legambiente è intervenuta sulla questione con una richiesta che testimonia la gravità della situazione: l’associazione ambientalista ha invocato il supporto dell’Esercito per presidiare il territorio. Intanto i Vigili del Fuoco sono costretti a raddoppiare i turni per cercare di fronteggiare un’emergenza che appare fuori controllo.
Secondo quanto dichiarato dal Senatore Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato e Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Bicamerale Ecomafie, dietro questa situazione si celano precise responsabilità politiche. Il governo Meloni e quello regionale guidato da Schifani verranno giudicati per quanto sta accadendo e, soprattutto, per tutto ciò che non è stato fatto in termini di prevenzione.
Si tratta di una responsabilità politica che dovrà essere assunta davanti ai siciliani, che stanno vivendo sulla propria pelle le conseguenze di scelte ritenute inadeguate di fronte a un’emergenza climatica e ambientale di questa portata.
