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RAI * : «RAI TECHE CELEBRA IL PRINCIPE DELLE TENEBRE, ARCHIVI INEDITI SU RAIPLAY OMAGGIANO LA LEGGENDA DEL ROCK» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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13.30 - mercoledì 22 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A un anno dalla scomparsa di Ozzy Osbourne, voce dei leggendari Black Sabbath e poi cantante solista, Rai Teche rende omaggio a una delle figure più influenti e controverse della storia della musica, con la pubblicazione su RaiPlay di due contributi d’archivio che ne raccontano il talento, la personalità e l’impatto sulla cultura rock mondiale.

Insieme a Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward, Osbourne ha dato forma a un heavy metal oscuro e potente che ha rivoluzionato gli anni Settanta, ma la sua carriera non si è fermata lì: dopo essere stato allontanato dalla band nel 1979, Osbourne ha intrapreso una fortunata carriera solista, distinguendosi ancora una volta per la sua capacità di reinventarsi e di circondarsi di musicisti di altissimo livello.

Tra i tanti che hanno condiviso il palco e lo studio con lui, tre chitarristi sono divenuti leggendari al suo fianco: il grande Randy Rhoads, la cui tecnica neoclassica ha elevato l’heavy metal a nuove vette; Jake E. Lee, autore di riff potenti e memorabili, come quelli dell’album Bark at the Moon; e Zakk Wylde, fedele scudiero musicale del Madman per oltre tre decenni.

Con il suo stile inconfondibile e la sua capacità di reinventarsi, è diventato un simbolo riconosciuto ben oltre i confini del genere che ha contribuito a creare.

Il primo documento propone una rara esecuzione televisiva di “Bark at the Moon”, andata in onda il 23 marzo 1984 all’interno del programma di Rai 3 “L’Orecchiocchio”.

Un’apparizione insolita per l’epoca, che portò l’energia del metal sul piccolo schermo italiano, restituendo tutta la forza scenica e musicale del cantante britannico.

Il secondo contributo è, invece, un’intervista realizzata da Kay Rush per “Discoring”, il 28 aprile 1989.

Con la sua consueta franchezza, Ozzy riflette sul significato dell’espressione “heavy metal”, racconta il rapporto con il chitarrista Zakk Wylde, ricorda il compianto Randy Rhoads e ripercorre alcune tappe fondamentali della sua carriera, dagli anni con i Black Sabbath al successo solista condiviso con Sharon Osbourne.

Non manca una sorprendente rivelazione sui suoi ascolti preferiti, da Peter Gabriel ai Genesis fino ai Beatles, testimonianza di una sensibilità artistica capace di andare oltre ogni etichetta.

Due testimonianze che restituiscono il ritratto di un artista unico: ribelle, innovatore e protagonista di una rivoluzione musicale destinata a lasciare un segno indelebile.

A un anno dalla sua morte, la voce del “Principe delle Tenebre” continua a risuonare attraverso immagini, parole e canzoni entrate nella storia del rock.

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