Di Luca Franceschi
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Bologna è stata teatro di una violenza che l’esponente di Fratelli d’Italia definisce inaccettabile. Le scene di automobili in fiamme, vetrine distrutte e agenti delle forze dell’ordine aggrediti mentre venivano apostrofati con insulti pesanti rappresentano, secondo questa lettura, un fallimento amministrativo di portata significativa. Stefano Maullu, vice capogruppo del partito alla Camera, individua nel sindaco Matteo Lepore il principale responsabile politico di questa situazione.
La critica si concentra sulla gestione della tragica morte di Abderrahim Fakir. Secondo Maullu, un’amministrazione consapevole delle proprie responsabilità avrebbe dovuto proteggere le istituzioni dello Stato e attendere pazientemente i risultati delle indagini condotte dalla magistratura. Il sindaco, al contrario, avrebbe scelto di scendere in piazza, alimentando la protesta e mettendo sotto accusa la polizia, in quella che viene descritta come una speculazione inopportuna sulla morte di un cittadino.
L’esponente di Fratelli d’Italia paragona questo atteggiamento a una “deriva irresponsabile” che ricollega il presente ai “momenti più bui degli anni di piombo”. Secondo questa prospettiva, vi sarebbe un quadro caratterizzato dalla delegittimazione dello Stato e dalla violenza mascherata da protesta civile. Maullu sostiene che chi alimenta il conflitto anziché lavorare per l’unità della comunità non possiede i requisiti per ricoprire la carica di sindaco, e chiede a Lepore di rassegnare le dimissioni dopo essersi scusato.
