Di Luca Franceschi
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Nel giorno anniversario dell’assassinio del vice questore Boris Giuliano, avvenuto il 21 luglio 1979 a Palermo, Raoul Russo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione nazionale Antimafia, ripercorre la straordinaria figura dell’investigatore palermitano. Giuliano rappresenta un modello di dedizione al dovere caratterizzato da rigore morale, intransigenza incorruttibile e notevoli capacità investigative che hanno rappresentato una minaccia concreta per gli interessi criminali.
La decisione della mafia di eliminare Giuliano non era casuale. L’organizzazione era perfettamente consapevole che le sue indagini avrebbero inferto colpi decisivi al fulcro del business di Cosa nostra, rappresentato dal traffico di droga, e che il suo fiuto investigativo avrebbe rapidamente permesso di mappare le dinamiche e le relazioni tra i vari clan mafiosi.
Ricordare Boris Giuliano significa contemporaneamente tributare rispetto al contributo decisivo fornito da tutti gli investigatori italiani nella lotta quotidiana contro il crimine organizzato. Palermo occupa una posizione di eccellenza nel contesto nazionale per il ruolo giocato dalle sue forze investigative nella battaglia antimafia.
Il mantenimento degli elevati standard qualitativi delle capacità investigative palermitane nel corso dei decenni è largamente attribuibile all’eredità trasmessa da figure come quella di Giuliano. La sua dedizione massima nella lotta alla violenza mafiosa, proseguita fino al supremo sacrificio della vita, rimane una lezione indelebile che continua ad ispirare il lavoro delle istituzioni.
L’eredità morale e professionale di Boris Giuliano costituisce dunque un patrimonio di valore inestimabile, che le istituzioni hanno il dovere di preservare scrupolosamente e di trasmettere alle generazioni future di investigatori e di cittadini consapevoli.
