(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È un bene che le città d’arte siano travolte dal turismo mordi e fuggi? Il sovraffollamento turistico migliora davvero la vita dei territori o finisce per degradarla? E ancora: il turismo “instagrammabile” è un modo autentico di conoscere i luoghi oppure li trasforma in semplici scenografie? Questi alcuni degli interrogativi al centro di “Sapiens – Un solo Pianeta”, prodotto da Rai Cultura e condotto da Mario Tozzi, in onda mercoledì 22 luglio alle 21.20 su Rai 5, con la puntata dal titolo “Turisti per caos”.
Una puntata completamente girata on the road, tra Italia ed Egitto, per raccontare come il turismo di massa abbia cambiato il modo di viaggiare, i luoghi e perfino il rapporto tra i Sapiens e il pianeta. Migranti, poi viaggiatori, oggi turisti: gli esseri umani si sono sempre spostati, inizialmente per sopravvivere, poi per commercio, pellegrinaggi e infine per svago. Il turismo moderno nasce nella seconda metà del Novecento, quando la classe media conquista il tempo libero e iniziano i grandi spostamenti di massa. Da allora i turisti sono diventati sempre più numerosi e sempre più frettolosi.
Per raccontare questa trasformazione, “Sapiens” è stato tra Roma e Napoli e soprattutto in Egitto, una delle mete turistiche più visitate del mondo, dove il turismo rappresenta l’8,5% dell’economia nazionale e dove nacque il primo viaggio internazionale organizzato della storia, ideato dall’inglese Thomas Cook. Dal Cairo al suq Khan el-Khalili, storico mercato nato nel 1382 per accogliere i mercanti stranieri, fino a Luxor e al tempio di Karnak, fondato nel XXI secolo a.C., il programma mostra il contrasto tra la grandezza della storia e il turismo contemporaneo delle grandi crociere e delle visite lampo. A bordo di una feluca, tradizionale barca a vela, il conduttore percorre anche il Nilo, oggi trasformato in una vera autostrada del turismo, per poi arrivare a Sharm el-Sheikh, città-resort esplosa negli anni Novanta e simbolo del turismo globale. Qui, accanto ai resort, sorgono perfino piramidi artificiali che riproducono quelle di Giza: basta un selfie per creare l’illusione perfetta da condividere sui social.
Nell’epoca del turismo mordi e fuggi, infatti, un luogo sembra esistere solo se può diventare immagine. Gli itinerari si standardizzano, le esperienze diventano sempre più preconfezionate e i territori finiscono spesso per perdere la loro identità. Secondo l’Onu, nel 2024 sono stati 1,4 miliardi i turisti nel mondo. Tra le destinazioni più amate c’è l’Italia, che detiene il primato mondiale dei siti Unesco. Un flusso che vale circa il 6% del Pil nazionale, ma che apre questioni cruciali legate alla sostenibilità, al consumo di suolo, alla produzione di rifiuti, all’impatto delle infrastrutture e alla tutela dell’identità dei luoghi.
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