(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Bolzano
GdiF BOLZANO: L’INSEGNA “APERTO” SMASCHERA IL CENTRO MASSAGGI A MERANO:
CHIUSO DUE VOLTE, CONTINUAVA A OPERARE “IN NERO”.
Non è bastato un primo controllo, e nemmeno un secondo con tanto di sospensione dell’attività. Un centro massaggi gestito da cittadini cinesi a Merano continuava a tenere la serranda alzata e l’insegna luminosa “Aperto” ben accesa, nonostante il provvedimento di sospensione dell’attività. La persistenza del titolare si è scontrata con la costanza dei finanzieri del Comando Provinciale di Bolzano che, in stretta sinergia con il locale Ispettorato del Lavoro, hanno scoperto 5 lavoratori completamente “in nero”, tra cui una donna priva di permesso di soggiorno.
L’operazione, condotta dalla Compagnia di Merano, si è sviluppata tra la fine del mese di giugno e l’inizio di luglio, attraverso dei mirati accessi. Durante il primo intervento, finalizzato alla notifica di precedenti atti di accertamento, le Fiamme Gialle hanno identificato due donne cinesi prive di regolare contratto lavorativo, una delle quali clandestina sul territorio nazionale. Constatato il superamento della soglia del 10% di forza lavoro irregolare, è stata formulata la segnalazione all’Ispettorato del Lavoro per la sospensione dell’attività.
La successiva fase del controllo ha evidenziato la sistematica inosservanza delle disposizioni vigenti. All’atto della notifica del provvedimento interdittivo da parte delle ispettrici del lavoro, sono state infatti individuate ulteriori due lavoratrici di nazionalità cinese, anch’esse impiegate “in nero”. Tale situazione ha imposto l’emissione di un secondo provvedimento di sospensione. Nonostante i vincoli amministrativi, un terzo e definitivo controllo congiunto della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato del Lavoro ha permesso di accertare che l’attività continuava ad essere esercitata, con l’insegna d’esercizio illuminata e l’impiego dell’ennesima unità lavorativa non regolarizzata.
Al termine delle complessive attività ispettive, è stato constatato l’impiego “in nero” di 5 lavoratori di nazionalità cinese. Al titolare della ditta sono state comminate sanzioni amministrative per un importo totale superiore a 24.000 euro. Lo stesso, inoltre, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano sia per l’impiego di manodopera clandestina, sia per l’inottemperanza ai provvedimenti di sospensione notificati.
L’attività svolta sottolinea l’impegno costante della Guardia di Finanza nel monitoraggio del mercato del lavoro. L’obiettivo primario resta la salvaguardia dell’equità sociale e della libera concorrenza, contrastando quei fenomeni che, oltre a sottrarre risorse al bilancio dello Stato, penalizzano la sicurezza dei lavoratori e l’integrità del sistema produttivo.
Si evidenzia che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
