(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Redentore si è aperto con i colori della bandiera di San Marco: allo scoccare delle 23.40, il cielo si è tinto di giallo, rosso e oro, in omaggio alla storia e all’identità della Serenissima, dando ufficialmente il via alla serata.
Si sono quindi susseguiti quadri pirotecnici dalle tonalità intense e in continua variazione, con effetti capaci di trasformare lo scenario veneziano in una grande tela luminosa in movimento.
Non sono mancati momenti più eleganti e suggestivi: scie scintillanti e figure leggere hanno disegnato la volta sopra la laguna, mentre spettacolari cascate bianche hanno avvolto il Bacino di San Marco, riflettendosi sull’acqua e creando immagini di forte impatto visivo.
Tra gli effetti più attesi le tradizionali “code di cavallo” dorate che si sono aperte lentamente per trasformarsi in cascate bianche sospese nell’aria, e un originale quadro ispirato a un prato verde, apparso come se nascesse dall’acqua, dal quale sono sbocciati spettacolari fiori di fuoco.
E poi una sequenza dominata dal rosso, che si è diffuso sulla superficie della laguna mentre effetti cremisi, di grande forza scenografica, attraversavano la notte.
Ad anticipare il gran finale è stata una serie di potenti lampi bianchi, seguita da una maestosa cascata d’oro.
La conclusione è stata una vera esplosione di emozioni e sfumature concepita per celebrare nel modo più suggestivo la magia senza tempo della Notte del Redentore.
E mentre San Marco viveva tutta l’intensità dell’antico rito popolare che, nella “notte famosissima”, unisce religione e tradizione, spiritualità e convivialità, misticismo e magia, anche Asseggiano, Malcontenta e Pellestrina si sono accese con i fuochi d’artificio.
