Di Luca Franceschi
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La Sicilia si conferma la regione italiana più colpita dagli incendi nei primi mesi del 2026, con un bilancio già pesantissimo: 4.769 ettari andati in fumo e 175 roghi censiti prima ancora dell’arrivo del pieno della stagione estiva. Un dato allarmante che testimonia l’urgenza di un cambio di strategia nella gestione del territorio.
Ogni estate si ripete lo stesso copione e non è più accettabile considerare questi eventi come una fatalità. La crisi climatica rende questi fenomeni ormai prevedibili, eppure il Governo continua a farsi trovare impreparato di fronte all’emergenza.
Non si può governare rincorrendo le emergenze. Servono politiche strutturali di prevenzione, una costante manutenzione del territorio, la tutela attiva dei boschi, personale formato e mezzi adeguati per affrontare situazioni che ormai si ripresentano con cadenza annuale.
La Sicilia non può essere condannata, anno dopo anno, a pagare un prezzo sempre più alto. Un costo che deriva non solo da un cambiamento climatico ormai in atto, ma anche dall’inadeguatezza delle amministrazioni che non riescono a mettere in campo strategie efficaci di prevenzione e contrasto.
Così si è espresso il senatore siciliano Pietro Lorefice, segretario di Presidenza del Senato e Capogruppo M5S in commissione bicamerale ecomafie, denunciando ancora una volta l’assenza di una visione strategica nella gestione del territorio siciliano.
