Di Luca Franceschi
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Vendere olio extravergine a un prezzo che non supera un terzo dei costi di produzione non rappresenta un affare conveniente per nessuno: è una domanda che meritava di essere posta da tempo. Occorre chiedersi chi stia realmente pagando il prezzo di questa situazione, se il consumatore finale consapevole o il produttore che opera con integrità. I controlli straordinari effettuati nelle ultime settimane nei principali scali portuali attraverso i quali transita l’olio verso l’Italia hanno rivelato un livello di irregolarità senza precedenti negli ultimi anni, con centinaia di tonnellate di olio privo di tracciabilità fermate dalle autorità e sequestri che hanno raggiunto cifre considerevoli.
Questo risultato rappresenta la conferma di ciò che molti produttori operanti con correttezza denunciano ormai da tempo: sul mercato italiano circola olio etichettato come extravergine che in realtà tale non è. Le conseguenze ricadono sia sui consumatori che acquistano in buona fede prodotti non conformi alle loro caratteristiche dichiarate, sia su chi coltiva e trasforma le olive rispettando gli standard qualitativi e i disciplinari vigenti.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, guidato da Francesco Lollobrigida, ha deciso di affrontare in queste settimane, attraverso una cabina di regia dedicata all’olio d’oliva, una questione che nessuna amministrazione precedente aveva mai voluto sottoporre a un esame serio e approfondito: il ruolo e le responsabilità della Grande Distribuzione. Per un lungo periodo la GDO ha trasferito agli agricoltori e ai frantoiani le conseguenze della propria aggressività commerciale, imponendo corrispettivi che non permettono nemmeno di recuperare i costi effettivi della produzione e mantenendo una posizione di comodo disinteresse rispetto alla qualità effettiva dei prodotti che giungono fino ai consumatori.
L’azione del Ministero persegue l’obiettivo corretto: includere finalmente la Grande Distribuzione all’interno della catena della responsabilità, anziché lasciarla al di fuori, attraverso interventi specifici destinati a contrastare le pratiche commerciali che risultano scorrette. Fratelli d’Italia appoggia con fermezza questa azione rivolta al ripristino della trasparenza: i produttori di autentico olio extravergine di oliva meritano protezione dalla competizione sleale di chi commercializza prodotti di qualità inferiore a prezzi artificialmente bassi; il contributo dei nostri agricoltori e dei nostri trasformatori deve ricevere il giusto riconoscimento; i cittadini italiani hanno il diritto di conoscere realmente quale sia la natura dei prodotti che portano sulle proprie tavole.
