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REGIONE SARDEGNA * : «EINSTEIN TELESCOPE, SARDEGNA E UMBRIA INSIEME NEL SUPPORTO ALLA CANDIDATURA A OSPITARE IL PROGETTO SCIENTIFICO»

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14.31 - venerdì 17 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La candidatura italiana a ospitare l’Einstein Telescope nell’area dell’ex sito minerario di SosEnattos, a Lula, si consolida ulteriormente grazie alla Lettera d’intenti sottoscritta nell’auditorium dell’Isre a Nuoro da Regione Sardegna e Regione Umbria.
Il documento, firmato dalle presidenti Alessandra Todde e Stefania Proietti, sancisce la cooperazione tra le due Regioni per promuovere, sostenere e valorizzare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, anche attraverso lo sviluppo di specifici progetti e iniziative comuni.
Una collaborazione definita “strategica” per rafforzare l’Italia nella corsa verso l’aggiudicazione del progetto.

“Le nostre due Regioni stanno affrontando insieme un percorso che vuole rafforzare ancora di più la candidatura dell’Einstein Telescope”, ha dichiarato la presidente Todde.
“L’Umbria ha dei laboratori fondamentali, un progetto, una tessitura che ci serve proprio per portare a casa, ancora con più forza, l’Einstein Telescope.
Oggi stiamo dimostrando che non è un progetto che riguarda solo la Sardegna, ma un Paese intero”.

“Sono onorata che, come Regione Umbria, possiamo dare il nostro supporto – ha aggiunto la Presidente Proietti -, che è di valore politico ma anche operativo, con il laboratorio CAOS, che è già installato a Perugia e che ha fatto atterrare importanti fondi PNRR”.

“Questa è una sfida italiana – hanno sottolineato entrambe – che può portare a far fare un salto al sistema Paese, soprattutto nell’attrarre giovani talenti e nel fare della ricerca un pilastro, perché solo quella ci può mandare avanti verso lo sviluppo”.

Le due regioni vantano una pluriennale esperienza nel campo della ricerca e dell’innovazione scientifica e tecnologica.
La Sardegna ospita importanti infrastrutture e centri di ricerca quali il Sardinia Radio Telescope, il CRS4, i Laboratori ETIC, il futuro ET SUNLAB, le sezioni INFN, INAF, le Università di Cagliari e Sassari, il sistema del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna coordinato dall’agenzia Sardegna Ricerche, con i poli di Pula e Alghero, nonché gli altri organismi regionali impegnati nella ricerca, nel trasferimento tecnologico e nell’innovazione, tutti attualmente in prima linea per la realizzazione del progetto Einstein Telescope.

Altrettanto rilevanti le competenze maturate dall’Umbria, che attraverso l’Università degli Studi e la Sezione INFN di Perugia è partner di riferimento per la realizzazione dell’ET.
In particolare, il contributo umbro è rappresentato dal Laboratorio Internazionale CAOS (Centro per le Applicazioni sulle Onde gravitazionali e la Sismologia), infrastruttura scientifica d’eccellenza inaugurata di recente, unica in Europa per la tecnologia che ospita, realizzata nell’Università degli Studi di Perugia, con il supporto di ETIC (Einstein Telescope Infrastructure Consortium), INFN ed EGO (Osservatorio Gravitazionale Europeo).

Su queste basi Regione Sardegna e Regione Umbria si propongono, tra l’altro, di favorire la collaborazione e gli scambi fra le rispettive comunità scientifiche e istituzionali ai fini di rafforzare e consolidare il tessuto dell’innovazione e della ricerca; promuovere progetti comuni che valorizzino il ruolo del Laboratorio CAOS e il futuro ET SUnLab; promuovere scambi costanti fra ricercatori, dottorandi, studenti delle rispettive regioni e la comunità scientifica internazionale nell’ambito della ricerca sulle onde gravitazionali; promuovere lo sviluppo delle aree svantaggiate affrontando il rischio spopolamento e marginalizzazione con strategie comuni per giovani studenti, servizi e industria, potenziando specifiche politiche di sviluppo con particolare riguardo all’innovazione e alla ricerca scientifica.

La firma dell’intesa è stata preceduta dal workshop delle comunità scientifiche di Italia e Sassonia, al termine del quale è stato sottoscritto un memorandum di cooperazione a sostegno delle candidature della Sardegna e della Lusazia a ospitare l’Einstein Telescope.
Accordo che segue e completa la dichiarazione di intenti sottoscritta a gennaio scorso a Roma, nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, tra la Regione Sardegna e lo Stato libero di Sassonia per la realizzazione congiunta della futura grande infrastruttura europea di ricerca, nella configurazione cosiddetta a “doppia L”.

Le istituzioni di ricerca a sostegno dell’accordo sono l’INFN, l’INAF, l’INGV, l’Università Tecnica di Dresda e il Karlsruhe Institute of Technology (KIT).

Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti politici delle due regioni: la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, il presidente della Provincia di Nuoro, Giuseppe Ciccolini, i sindaci di Nuoro e Lula, Emiliano Fenu e Mario Calia, la Segretaria di Stato del Ministero della scienza sassone, Heike Graßmann, e il sindaco della cittadina sassone di Ralbitz-Rosenthal, Hubertus Rietscher.
A sugellare l’evento, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha inviato un messaggio nel quale ha sottolineato che “Sardegna e Sassonia hanno fatto una scelta che porta con sé un obiettivo ambizioso.
Hanno scelto di unire le rispettive competenze per costruire la candidatura più forte possibile a ospitare il telescopio Einstein.
Perché la scienza avanza non attraverso la divisione, ma attraverso la collaborazione”.

“È un momento molto importante in questo percorso che, da oltre due anni, abbiamo intrapreso per rafforzare la nostra candidatura sia a livello regionale che internazionale”, ha affermato la presidente Todde.
“L’accordo con lo Stato Libero di Sassonia firmato a gennaio, è stato solo l’inizio di un cammino comune.
Lo scorso marzo siamo stati ospiti a Berlino e Dresda e abbiamo tenuto, insieme, una importante conferenza al Parlamento Europeo.
Oggi, in Sardegna, le nostre comunità scientifiche stanno potenziando questo progetto di cooperazione.
Siamo sempre più convinti – ha concluso Todde – che la soluzione a 2L sia quella giusta.
Continuiamo in questa direzione, dimostrando con i fatti che siamo pronti ad affrontare questa grande sfida”.

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