Di Luca Franceschi
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A Firenze la tensione sull’emergenza abitativa si riacutizza con la proposta di Avs di requisire le case sfitte. Una misura che il senatore fiorentino di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi non esita a definire come “una follia”. Secondo il rappresentante del partito di destra, questa soluzione non rappresenta affatto una risposta concreta al problema della disponibilità abitativa nella città toscana.
Marcheschi ribadisce invece l’impegno del governo Meloni nel contrasto all’emergenza abitativa attraverso il Piano casa già varato. Questo programma punta a ristrutturare e riqualificare 60mila alloggi popolari, garantendo così un’offerta abitativa più ampia per le fasce della popolazione più fragili.
Parallelamente, il Piano prevede la realizzazione di 40mila alloggi in cui affittare le abitazioni a canone calmierato, con sconti sugli affitti che raggiungono almeno il 30 per cento rispetto ai prezzi di mercato. L’investimento complessivo stanziato per questa iniziativa ammonta a 10 miliardi di euro, un impegno finanziario considerevole per affrontare il tema.
Il senatore fiorentino si posiziona in netta contrapposizione rispetto alla visione di Avs, sottolineando come la proprietà privata rappresenti un bene da custodire e tutelare. Marcheschi conclude auspicando che l’amministrazione comunale di Firenze non aderisca alla proposta avanzata da Avs, ritenendola ostile al principio di proprietà privata.
