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COMUNE DI GENOVA * : «LA MUSEOGRAFIA DI MASSIMO CHIAPPETTA IN MOSTRA, VIAGGIO DIETRO LE QUINTE DELL’AVANGUARDIA ESPOSITIVA»

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20.00 - martedì 14 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Genova, 14 lug – Inaugura giovedì 16 luglio alle 18 a Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo, e prosegue fino al prossimo 4 ottobre, la mostra SEGNINAUGURALI. Origine del pensiero museografico.

«Castello D’Albertis si conferma ancora una volta come spazio d’avanguardia culturale capace di interrogarsi sul proprio ruolo e sul proprio linguaggio espressivo – osserva l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – Con Segninaugurali non celebriamo solo lo straordinario talento creativo di un artista e scultore come Massimo Chiappetta, ma offriamo ai visitatori la chiave d’accesso al pensiero profondo che guida l’arte dell’esporre. Questo museo – custodito nella suggestiva cornice di un bastione cinquecentesco, su cui fu poi costruito il ‘sogno’ medievale del capitano d’Albertis, progettato da Alfredo d’Andrade – supera la dimensione del semplice contenitore per farsi luogo di relazioni dinamiche e di profondo rispetto antropologico. Genova è fiera di valorizzare questo patrimonio di intuizioni che continua a rendere il Museo delle Culture del Mondo un’eccellenza contemporanea e un modello imprescindibile di museografia partecipata».

La mostra presenta una selezione dei primi schizzi di Massimo Chiappetta — scultore e già docente all’Accademia Ligustica di Genova — che nel 2004 fu incaricato di disegnare e realizzare la museografia per l’apertura del museo. Questi disegni documentano il “pensiero sorgivo” di un progetto nato dal dialogo profondo tra l’artista, i curatori museali, le comunità indigene d’origine e gli artisti nativi; un percorso che svela, per la prima volta, la genesi visiva e concettuale di installazioni che da oltre vent’anni accolgono le collezioni di Castello D’Albertis, definendone l’identità unica nel panorama internazionale.

Questa visione corale e multipolare – pionieristica già 20 anni fa – ha permesso di superare i canoni espositivi tradizionali e standardizzati. Le opere in mostra testimoniano la nascita di vere e proprie installazioni site-specific, create per valorizzare i manufatti di Americhe, Africa e Oceania nel segno del massimo rispetto per le culture di provenienza.

Il percorso espositivo non si limita all’area delle mostre temporanee, ma si snoda in modo diffuso lungo tutto il normale percorso museale, posizionando i disegni ideativi in diretto e suggestivo dialogo con le installazioni permanenti di cui svelano l’intuizione e la filosofia originaria.

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