(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le analisi di Legambiente confermano uno scenario di rischi legati al caldo per tutte le città italiane e in particolare per Roma che sono al centro del Piano Caldo approvato il 2 luglio dal Comune, la prima città italiana a definire una strategia integrata per affrontare l’impatto del caldo nei quartieri.
In questi anni la Capitale ha già realizzato interventi senza precedenti di depavimentazione, con oltre 45mila metri quadri di asfalto eliminati, messa a dimora di centinaia di migliaia di alberi, nuove fontanelle e case dell’acqua, valorizzazione del recupero e riuso, proprio per ridurre l’impatto del caldo.
Inoltre, sempre attraverso il “Piano Caldo” abbiamo presentato la rete dei rifugi climatici di Roma Capitale con informazioni a disposizione dei cittadini per individuare strutture pubbliche e gratuite dove trovare spazi raffrescati e servizi durante le ondate di calore.
Interventi che fanno parte di una strategia che ha già visto inaugurare 5 magnifici parchi fluviali e, attraverso una battaglia di legalità e di trasparenza, garantire a cittadini e turisti tante nuove spiagge libere.
Con il Piano Caldo definiamo quindi priorità e misure per accelerare gli interventi a Roma con un piano da 50milioni di euro in cinque anni.
Ma ha ragione Legambiente, i Comuni non possono essere lasciati da soli di fronte a una sfida di questa dimensione e bene farebbe il Governo a finanziare interventi di adattamento climatico come previsto dal Piano approvato nel 2023.
