Di Luca Franceschi
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Debora Serracchiani, esponente della segreteria del Partito Democratico, ha lanciato una critica aspra al governo attraverso un video diffuso sui social network, focalizzandosi sulla nuova legge elettorale e sulle sue implicazioni in materia di parità di genere in Parlamento.
Secondo l’analisi della Serracchiani, la normativa elettorale attualmente in discussione comporterebbe conseguenze significative per la rappresentanza femminile nelle assemblee legislative. In particolare, il sistema dei capilista bloccati e l’assenza di alternanza di genere obbligatoria nei secondi di lista in tutti i collegi determinerebbe la possibilità concreta che le candidature risultino integralmente maschili, vanificando di fatto qualsiasi meccanismo di parità di genere.
La parlamentare del PD sottolinea come il provvedimento comporterebbe il mancato rispetto degli articoli 3 e 51 della Costituzione italiana, i quali forniscono garanzie esplicite per la parità di genere. A questo proposito, ricorda come la Corte Costituzionale ha ribadito più volte nel corso del tempo l’importanza di tali principi fondamentali.
Serracchiani evidenzia inoltre una contraddizione che ritiene particolarmente significativa: Meloni, in quanto prima donna a ricoprire la carica di presidente del Consiglio dei ministri, avrebbe potuto costituire un elemento di rottura rispetto al fenomeno del “tetto di cristallo” che limita l’accesso delle donne alle posizioni apicali. Tuttavia, secondo la critica della dem, questa opportunità non è stata colta, anzi il governo starebbe operando nella direzione opposta.
La Serracchiani rileva infine come il vicepremier Antonio Tajani si sia fatto carico della questione della parità di genere in Parlamento, affermando che non sarebbe necessaria una modifica normativa bensì l’impegno volontario del governo. Tuttavia, tale promessa viene interpretata dalla presidente della regione come una risposta tardiva e insufficiente rispetto a un problema strutturale che andrebbe risolto sul piano legislativo.
