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COMUNE DI GENOVA * : «FRANA DI MURTA IN ATTESA DEL BYPASS IRETI, CANTIERE PRONTO A PARTIRE ENTRO L’ESTATE»

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17.34 - martedì 14 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il consiglio comunale odierno si è aperto, come di consueto, alle ore 14, con la discussione degli artt. 54, interrogazioni a risposta immediata.

Situazione spiaggia di Multedo

La spiaggia di Multedo ricade in territorio demaniale marittimo, quindi è governata da Autorità di sistema portuale. Ciò nonostante è una parte di Demanio marittimo che non ha mai avuto funzioni portuali e che non li avrà neanche nel futuro, e su cui esiste quindi una co-pianificazione da parte del Comune di Genova. In particolare, dopo la chiusura dell’attività economica che esisteva sulla spiaggia e che, appunto, esercitava l’attività di stabilimento balneare, il Municipio VII Ponente ha proposto al Comune di Genova di aderire al progetto europeo “AMMIRARE”, con azioni e metodologie per il miglioramento della resilienza degli arenili. Il Comune di Genova nel novembre del 2025 ha adottato una delibera di giunta per aderire, andando anche a stanziare i primi 18.000 euro. L’obiettivo è quello di costituire alla foce del torrente Varenna e quindi nella spiaggia di Multedo, mediante la sinergia con un team di associazioni del territorio, un’oasi naturalistica. Si tratta di un intervento di notevole rilevanza in quanto l’area circostante è risultata particolarmente compromessa nel tempo dal punto di vista ambientale, a causa della presenza delle attività di carattere industriale e produttivo. Abbiamo chiesto ed è in atto un confronto con Autorità portuale, affinché venga confermato che quella zona non avrà funzioni portuali di nessun tipo e che si possa considerare una sorta di “fascia di rispetto”.

È la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione del consigliere Fabio Gregorio del Partito Democratico che chiedeva “un aggiornamento sullo stato e sulle prospettive future della spiaggia di Multedo, che dopo la ‘dismissione’ dell’attività commerciale che era presente, versa ormai in stato di abbandono”.

Sospensione linee e servizi AMT

Voglio precisare che non è previsto alcun taglio per la funicolare di Sant’Anna che chiuderà per una revisione obbligatoria per legge e solo per il tempo necessario alla revisione stessa. Inoltre, i fondi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) sono stati puntualmente richiesti dall’Amministrazione. Per quanto riguarda la sospensione dei servizi Navebus, Taxibus e navetta del Lagaccio, si tratta di un provvedimento previsto dal piano industriale di risanamento di AMT e legato, quindi, alla composizione negoziata della crisi dell’azienda che ricordo trovarsi in uno stato pre-fallimentare. Si tratta di servizi o a carattere misto trasporto pubblico/commerciale o con una domanda molto bassa. Per quanto riguarda il Navebus, il 60% delle corse erano turistiche e con biglietto fatto direttamente dal personale del consorzio che aveva in gestione il servizio. Solo un paio di corse al giorno, al massimo, avevano carattere di trasporto pubblico e con un numero di utenti inferiore rispetto alla capacità di carico, con i costi che ne derivavano, senza considerare che la tratta servita dalla Navebus è coperta dalla rete ferroviaria e dalla linea 1 di AMT. Circa il Taxibus, il servizio era gestito tramite vetture taxi a bassissima domanda. I dati di carico hanno rilevato che le prenotazioni per ogni linea erano generate da pochissimi utenti, non giustificando quindi il costo dell’infrastruttura legato alla prenotazione a chiamata. Per esempio, prendendo in esame il taxi T5, le 71 corse effettuate erano prenotate sempre dalle stesse 10 persone. Passando alla navetta del Lagaccio, il servizio era nato sperimentalmente nel 2024. Affidato ad un fornitore esterno, aveva una media di 2-3 passeggeri a corsa per le 18 corse disponibili: un carico che pertanto non giustificava il mantenimento del servizio, ferme restando le particolari caratteristiche orografiche del territorio del Lagaccio e l’utilità per alcuni utenti del quartiere Come detto all’inizio, la funicolare di Sant’Anna sarà oggetto di una revisione quinquennale con interventi su parti meccaniche, componenti elettriche ed altre connesse alla sicurezza nell’esercizio dell’infrastruttura. In conclusione, le misure adottate sono obbligate dal piano di composizione negoziata della crisi presentato al Tribunale. Una volta superata la crisi, si andranno a riprogrammare le linee pensando ad esempio, nel caso del Lagaccio, ad un servizio economicamente sostenibile ed utile a cittadine e cittadini, e per il Navebus la possibilità di conciliare il servizio di trasporto pubblico locale con una funzione turistica.

È la risposta dell’assessore al Trasporto pubblico Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Nicholas Gandolfo che interrogava la Giunta “in merito alla sospensione delle linee AMT Navebus, Taxibus, e navetta del Lagaccio a partire dal 1° luglio e anche della funicolare di Sant’Anna a partire da lunedì 13 luglio”, chiedendo altresì “come l’Amministrazione intenda gestire l’assenza di tali servizi che coinvolgono molti quartieri collinari abitati perlopiù da persone anziane, fragili e senza alcun mezzo di trasporto”.

Efficientamento tecnologico legato alla videosorveglianza in città

Il protocollo in questione si chiama protocollo Project HAFNIA ed è un’estensione di una gara ad evidenza pubblica che è un progetto PNRR/PINQUA, progetto pilota per l’intervento 17 per la sicurezza del centro storico, che è stato stipulato nel 2023. Questa estensione di gara è stata sottoscritta dalla precedente amministrazione il 13 maggio 2025 e stipulata tra Comune di Genova e Milestone Systems. Definiamo quali sono i perimetri di gestione tecnica precisa: la sperimentazione non ha coinvolto massimamente la città, ma è stata circoscritta ad un cluster minimo di 80 telecamere, pari al 2,5% del patrimonio complessivo dei dispositivi che sono installati sul territorio comunale; si è agito in conformità con i dettami del Regolamento europeo della protezione dei dati GDPR e in linea con i principi del nascente impianto regolatorio europeo sull’intelligenza artificiale; tutti i flussi video messi a disposizione per la fase di addestramento dei modelli sono stati crittografati e anonimizzati in modo definitivo e irreversibile, prima di qualsiasi elaborazione algoritmica, nel pieno rispetto dei vincoli legali al termine della fase sperimentale; tutti i flussi originali sono stati definitivamente cancellati dai sistemi di Milestone Systems, escludendo qualsiasi persistenza e archiviazione non autorizzata. L’Amministrazione non ha impegnato alcuna risorsa del proprio bilancio, né ha concesso contropartite economiche e di alcun genere al partner tecnologico. Alla fine della sperimentazione, il Comune di Genova ha ottenuto la disponibilità gratuita del software che attualmente non è in uso perché ancora in fase di test. La governance complessiva, il monitoraggio e la supervisione della sperimentazione sono rimaste in capo alle strutture tecniche interne dell’Amministrazione.

È la risposta dell’assessora ad Informatica e Transizione digitale Rita Bruzzone all’interrogazione della consigliera di AVS Francesca Ghio che chiedeva alla Giunta “chiarimenti in merito alla sperimentazione targata Milestone Systems sul percorso di efficientamento tecnologico legato alla videosorveglianza in città, al fine di definire la massima chiarezza dell’operazione, nella tutela della legalità e della trasparenza per la cittadinanza”.

Situazione scuola primaria “Alfieri” a Multedo

La scuola Alfieri è in un quartiere che si vede completamente svuotato di servizi, dove sicuramente la scuola rappresenta un presidio fondamentale, diventando anche un presidio sociale. Non è una scuola comunale, ma statale. Purtroppo, la scuola si è svuotata: non si è potuto formare la classe prima ed è rimasta un’unica terza che diventerà la prossima futura quarta. Devo dire che ho seguito la vicenda molto da vicino, pur avendo una competenza limitata rispetto ovviamente alle scelte dell’Ufficio scolastico regionale, ma proprio nell’indirizzo di aiutare, favorire e far in modo che rimanesse aperta. Ho avuto un’interlocuzione con gli uffici dell’assessore Robotti al fine di poter trovare il modo di trasportare i bambini, ma poi c’è stata la richiesta da parte dei genitori di avere il nulla osta per trasferire la maggior parte dei bambini alla scuola Pezzani, dove ci sarà l’insegnante che li ha seguiti in tutto il percorso. Contiamo di avere una progettualità per l’anno scolastico 2027-2028 di un presidio 0-3 anni perché la scuola ha iniziato a “morire”, tra virgolette, proprio quando c’è stata la chiusura del vicino asilo privato Contessa Govone.

È la risposta dell’assessora al Diritto all’istruzione Rita Bruzzone all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Vincenzo Falcone che chiedeva, “in merito alla situazione della scuola primaria ‘Alfieri’ di Multedo, la cui chiusura, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sarebbe prevista a partire dal prossimo anno scolastico, chiarimenti circa le motivazioni di tale decisione, nonché eventuali misure alternative a tutela degli alunni, delle famiglie e del personale coinvolto”.

Caso minore utilizzo “push di nicotina”

A seguito di questo caso è stato inviato un esposto a tutte le autorità e istituzioni locali: sindaca di Genova, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Genova, Ministero della Salute, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Difensore Civico della Regione Liguria, Garante regionale dei diritti dell’infanzia, Direzione generale di ASL3, Questura di Genova, Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Un’azione che abbiamo voluto adottare immediatamente partendo dal nostro livello – prendendo atto che si tratta non solo di una situazione grave, ma di un segnale di possibili altre situazioni analoghe che non conosciamo – è stata quella di scrivere all’assessore regionale alla Sanità per chiedergli un incontro, con l’obiettivo di fare rete sulla base delle richieste contenute nell’esposto. Quello delle vecchie e nuove dipendenze è un tema di cui non si discute abbastanza e che abbiamo affrontato nell’ultima commissione dedicata alla riforma sociosanitaria dove se ne parla in maniera decisamente circoscritta, restringendone il campo a gioco d’azzardo e alcolismo: un campo che va necessariamente allargato. La nuova riforma sanitaria può diventare l’occasione per trattare, in maniera ampia, il problema dell’offerta ai giovani, e non solo, di nuove droghe, facilmente reperibili su internet e a prezzi bassissimi. Quello che ci viene chiesto, ad esempio, è di valutare l’adozione di misure urgenti e preventive di sospensione e ritiro dal commercio; disporre accertamenti su natura, composizione e modalità di commercializzazione dei “push di nicotina”; riclassificazione dei dispositivi; verificare di eventuali violazioni per vendita a minorenni; attivare iniziative di prevenzione e informazione rivolte alle famiglie; monitorare la diffusione del fenomeno. Le nuove dipendenze sono un fenomeno su cui il Comune ha una competenza parziale, ma su temi così complessi è fondamentale che facciamo la nostra parte e che, dall’assessore regionale alla Sanità, venga accolta la nostra richiesta di un’azione politica congiunta al Ministero della Salute per non lasciare nulla di intentato.

È la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione della consigliera di Riformiamo Genova Maria Luisa Centofanti che chiedeva alla Giunta di sapere, “in merito all’esposto presentato anche alla sindaca dal coordinatore generale della Casa dell’Angelo riguardante il caso di un minore affidato che ha utilizzato dispositivi contenenti nicotina (‘push di nicotina’) che hanno determinato gravi ripercussioni sullo stato di salute dello stesso, quali azioni sono state o verranno intraprese nell’interesse del minore e della collettività”.

Benessere degli animali

Occorre precisare che una deroga generalizzata al divieto di accesso degli animali lungo l’intero litorale cittadino durante la stagione balneare non appare una soluzione facilmente praticabile. Le spiagge libere devono infatti mantenere adeguate condizioni igieniche, di sicurezza e di decoro per tutte le persone che ne usufruiscono. Un accesso indiscriminato degli animali, anche nelle ore serali, richiederebbe una specifica organizzazione degli spazi, la presenza di aree dedicate, sistemi per la raccolta delle deiezioni, punti per il ristoro e la pulizia degli animali, nonché un’attività aggiuntiva di controllo e manutenzione. Attualmente lungo il litorale genovese sono presenti due aree attrezzate per l’accesso dei cani, una a ponente presso la spiaggia di Voltri, libera e attrezzata, affidata alla società Bagni Marina Genovese e una a levante nella zona di Sturla, presso la spiaggia libera del Tritone. L’Amministrazione è comunque disponibile a valutare ulteriori soluzioni, comprese forme di accesso regolamentato in determinate fasce orarie, purché siano individuati luoghi idonei e siano garantite le necessarie condizioni di gestione, pulizia e convivenza con altri utilizzatori delle spiagge. Su questo tema è già in corso un confronto tra l’assessorato al Patrimonio e al Demanio, la consigliera Ghio, delegata al benessere degli animali e gli uffici competenti. Tra le ipotesi che possono essere approfondite, ad esempio, c’è l’individuazione di un’area nella spiaggia antistante piazzale Kennedy, che presenta caratteristiche interessanti per la sua posizione centrale e per la facilità di accesso. Per rendere concretamente sostenibili queste esperienze è però importante costruire un modello di gestione condivisa: in questo senso, riteniamo utile verificare la disponibilità di associazioni, gruppi organizzati e cittadini a partecipare alla cura degli spazi attraverso specifici patti di collaborazione, lavorando in modo coordinato con i Municipi interessati. La disponibilità dell’amministrazione, quindi, non è quella di introdurre una deroga indiscriminata su tutte le spiagge libere, ma di approfondire la possibilità di aumentare le aree accessibili agli animali e di sperimentare, dove ne ricorrono le condizioni, modalità di accesso regolamentato anche nelle ore serali. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra il benessere degli animali, la tutela igienico-sanitaria delle spiagge, il decoro degli spazi pubblici e il diritto di tutti e tutte a fruire del litorale.

È la risposta dell’assessore al Demanio marittimo Davide Patrone all’interrogazione del consigliere di Forza Italia Mario Mascia che interrogava la Giunta “se al fine condiviso di tutelare il benessere degli animali in una città in preda a ondate di calore, si intenda o meno valutare e disporre deroghe al divieto assoluto di accesso per i cani e gli altri animali domestici durante la stagione balneare estiva alle spiagge libere e/o alle dog beaches di Vesima, Sturla e Capo Marina almeno nelle ore serali, ad esempio dalle ore 20 in poi”.

Maxi-rissa Sampierdarena

L’episodio si è verificato il 4 luglio scorso, di mattina, in via Cantore, nelle vicinanze del civico 50. Essendo coinvolte tante persone, le indagini della Polizia di Stato sono ancora in corso. Quanto avvenuto è sicuramente un episodio grave che, come Amministrazione, ci richiama alla massima attenzione: sicuramente ne hanno parlato le Forze dell’Ordine e, verosimilmente, i fatti saranno oggetto anche di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Quanto accaduto ci ha stimolato ad aumentare e intensificare i servizi di controllo: abbiamo quindi incrementato e programmato ulteriori sopralluoghi e servizi di controllo nelle fasce più critiche, serali e notturne, con particolare attenzione a via Cantore che evidentemente, in questo momento, ha queste criticità, ma anche ai luoghi di aggregazione giovanile e alle aree che, sulla base dei sopralluoghi effettuati e in corso nel distretto, tendono a presentare delle criticità. Dunque, l’obiettivo è stato aumentare le attività di controllo per diminuire, anche in un’ottica di prevenzione, episodi come quelli che si sono verificati il 4 luglio. Devo dire che su Sampierdarena il controllo è comunque significativo, come dimostrano i seguenti dati che ci servono a fornire dei riscontri numerici. Il nucleo Commercio della Polizia Locale, ad esempio, ha effettuato dall’inizio dell’anno 95 controlli sugli esercizi commerciali del quartiere, di cui 7 proprio di via Cantore, perché spesso, proprio dalle attività commerciali gestite in maniera poco consona, derivano di conseguenza delle azioni criminose, facendo sì che i controlli sulle attività commerciali generino benefici diretti sulla sicurezza. Più in generale, il quartiere di Sampierdarena è inserito nel piano di sicurezza urbana come zona da attenzionare: abbiamo effettuato tre operazioni “largo raggio” che sono quelle che coinvolgono più reparti e, per Sampierdarena, hanno collaborato distretto territoriale, reparto di sicurezza urbana e di sicurezza stradale. Nel corso di queste attività gli operatori hanno identificato 300 persone e, ovviamente, applicato sanzioni di vario genere. Continueremo a mantenere alta l’attenzione su Sampierdarena attraverso un’intensificazione dei servizi.

È la risposta dell’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Monica Russo che interrogava la Giunta “per conoscere quali azioni intenda mettere in campo alla luce dei gravi episodi accaduti nella notte di venerdì in via Cantore, altezza piazza Montano, dove otto ragazzi, italiani e sudamericani, si sono scontrati in una maxi rissa, danneggiando due auto posteggiate e causando lesioni al volto ad una ragazza”.

Divieto di transito in via Romana della Castagna

L’ordinanza 443/2026 di cui stiamo parlando trae origine da una petizione presentata da numerosi residenti nel tratto di strada compreso tra la scuola americana e via Cottolengo, che avevano evidenziato le criticità derivanti dall’elevato transito veicolare lungo un tratto di viabilità storica caratterizzato da dimensioni particolarmente contenute, presenza di edifici residenziali e una cattiva commistione tra traffico veicolare, pedonale e attività presenti lungo la via. A seguito della petizione sono stati effettuati sopralluoghi, incontri e approfondimenti tecnici per trovare una soluzione che consentisse di migliorare la vivibilità dell’area e la sicurezza della circolazione, garantendo al contempo l’accessibilità alla proprietà ed alle attività presenti lungo il tracciato, peraltro coinvolgendo il Municipio. L’assetto viabilistico adottato costituisce quindi l’esito di un percorso istruttorio articolato sulla base delle istanze provenienti dal territorio e delle valutazioni tecniche svolte dagli uffici competenti. Il parere negativo espresso dal Municipio è stato acquisito agli atti e valutato nell’ambito dell’istruttoria. Prendendo atto delle osservazioni formulate, l’Amministrazione ha ritenuto che gli interessi pubblici perseguiti dal provvedimento, con particolare riferimento alla tutela della sicurezza della circolazione, alla riduzione del traffico di attraversamento e al miglioramento della qualità della vita dei residenti, giustificassero l’adozione della disciplina approvata. Il parere municipale è importante come contributo conoscitivo e partecipativo, ma non riveste carattere vincolante rispetto alle determinazioni che assume l’Amministrazione nell’esercizio delle proprie competenze in materia di regolazione della circolazione stradale. Peraltro, il provvedimento è stato concepito fin dall’origine come misura sperimentale. Proprio per tale ragione, è previsto un periodo di monitoraggio della durata di un anno finalizzato a verificare gli effetti concreti della nuova disciplina sulla circolazione, sulla sicurezza e sulla qualità di vita dei residenti. La previsione di una fase di sperimentazione dimostra come l’Amministrazione abbia adottato un approccio pragmatico e non pregiudiziale, mantenendo aperta la possibilità di apportare modifiche, correttive o anche di rivedere integralmente le scelte adottate qualora monitoraggio evidenziasse e criticità o risultati non coerenti con gli obiettivi perseguiti. La valutazione non è necessariamente subordinata alla decorrenza dell’intero periodo annuale previsto per la sperimentazione, perché nel se nel corso del monitoraggio emergeranno elementi particolarmente significativi, l’Amministrazione potrà procedere nella rivalutazione della disciplina anche anticipatamente al rispetto alla scadenza prevista, adottando gli eventuali provvedimenti ritenuti necessari nell’interesse pubblico.

È la risposta dell’assessore alla Mobilità Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua che chiedeva alla Giunta “riscontro rispetto al divieto di transito in via Romana della Castagna (in vigore attraverso atto 443/26), anche a seguito degli atti trasmessi e/o votati a livello municipale con parere negativo”.

Frana di Murta, stato dei lavori per ripristino piena viabilità

La situazione di Murta sta diventando un problema. Eravamo insieme all’assemblea pubblica il 23 aprile, siamo venuti a presentare l’impresa che ha vinto la gara; nonostante le difficoltà palesi, come dire, di tutti gli enti locali, siamo riusciti a trovare un finanziamento, abbiamo fatto la gara, un’impresa ha vinto, proprio perché riteniamo che l’intervento sia fondamentale per evitare che, proprio come è successo in altre parti della Valpolcevera, Murta possa rimanere isolata in caso di allargamento di quella frana. Alla data del 20 aprile, gli uffici avevano già sensibilizzato innumerevoli volte Ireti, proprio perché noi possiamo intervenire solo se viene fatto un bypass da parte di Ireti, quindi l’intervento di Ireti è propedeutico a poter intervenire sulla frana. Dopo il 20 aprile non ci sono state risposte di Ireti, ho scritto personalmente e ho ricevuto risposta solo dopo due mesi e, nello specifico, posso dire che il cantiere per lavoro di ripristino al muro stradale di Via Moscone-Mazzini dovrebbe avviarsi entro l’estate. L’appalto è stato contrattualizzato con l’impresa SilCap. Tra l’altro, lei si ricorda che in quell’assemblea avevamo anche concordato con i cittadini l’area di cantiere e quali spazi esattamente di Murta poter occupare. Noi volevamo utilizzare un cronoprogramma estivo anche per anticipare il periodo scolastico ed evitare problematiche con le piogge autunnali. Per consentire le lavorazioni di consolidamento è tuttavia necessario un preliminare intervento sulla fognatura, già richiesto e sollecitato innumerevoli volte a Ireti che, in data 22 giugno scorso, ha svolto un sopralluogo con rilievo dello stato dei luoghi per definire la soluzione tecnica per l’intervento alla fognatura. Per l’avvio del cantiere è necessario che vengano comunicate le date di esecuzione da parte di Ireti dei necessari lavori preliminari. Ad aggiornamento: a seguire il sopralluogo del 22 giugno di Ireti, è intervenuta la stessa società con l’intervento temporaneo per eliminare le infiltrazioni sul muro. Sempre Ireti ha completato le attività preliminari di rilievo per la progettazione e realizzazione dei bypass necessari all’avvio del cantiere, acquisendo anche i dati di progetto di intervento di competenza comunale. Ad oggi, 14 luglio, siamo in attesa di avere riscontro circa le tempistiche di effettiva realizzazione bypass di competenza Ireti. Chiaramente fin quando Ireti non interviene sul bypass noi non siamo in grado – e non possiamo – far partire il nostro cantiere comunale che, ripeto, è già pronto a partire con finanziamento, con impresa a cui sono stati affidati i lavori e già in accordo con la comunità di Murta per le aree di cantiere.

È la risposta dell’assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere PD Enrico Vassallo che chiedeva alla Giunta “di chiarire lo stato dell’intervento previsto, le ragioni del mancato avvio dei lavori e le tempistiche aggiornate per l’apertura del cantiere e il ripristino della piena viabilità”.

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