(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 9-10 marzo 2026, il consorzio Media Freedom Rapid Response (MFRR) ha condotto la sua terza visita a Roma in cinque anni. La missione MFRR ha rilevato che l’Italia ha continuato a seguire una traiettoria negativa, con un’ulteriore erosione della libertà dei media.
Il rapporto presenta i risultati della missione e del monitoraggio continuo di MFRR, offrendo un’analisi delle quattro criticità identificate dal consorzio.
L’interferenza politica persistente nella Radiotelevisione Italiana (Rai) è emblematica di quella che è ritenuta la tendenza più preoccupante nel settore dei media italiano. I modelli di governance e finanziamento della Rai non rispettano gli standard del Regolamento Europeo sulla libertà dei media, meglio conosciuto con l’acronimo inglese EMFA. Inoltre, i lavori della Commissione Vigilanza, responsabile della supervisione dell’emittente pubblica, sono stati paralizzati da un boicottaggio dei partiti della maggioranza per due anni, portando alle dimissioni di massa della Commissione parlamentare nel luglio 2026.
La recente vendita del Gruppo GEDI solleva preoccupazioni importanti per l’indipendenza editoriale in Italia, evidenziando una dinamica di più ampio respiro nel paese che riguarda il pluralismo e la concentrazione dei media.
La prevalenza di minacce legali conferma un peggioramento dello stato della libertà di stampa in Italia. L’esistenza di leggi sulla diffamazione penale tra le più severe d’Europa e una tendenza in cui le azioni vessatorie sono spesso avviate da funzionari pubblici di altissimo livello, risultano in un elevato rischio legale per i giornalisti italiani, un problema percepito in maniera più acuta rispetto ad altri paesi dell’UE. Nonostante l’urgenza della questione, gli attori istituzionali in Italia sembrano concentrarsi su una trasposizione simbolica e minima della Direttiva UE Anti-SLAPP.
Infine, l’Italia è emersa come uno dei casi più preoccupanti per l’impiego di spyware contro i giornalisti, seguita dallo scandalo Graphite, mentre contemporaneamente sono state monitorate altre violazioni digitali, tra cui attacchi DDoS e tentativi di phishing. Purtroppo, le azioni istituzionali mirate a migliorare la protezione dei giornalisti e delle loro fonti si sono rivelate insufficienti, mentre il quadro legale nazionale richiede una riforma urgente in linea con l’EMFA.
Hanno partecipato alla missione le seguenti organizzazioni MFRR: European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF); European Federation of Journalists (EFJ); Free Press Unlimited (FPU); International Press Institute (IPI); Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT). Hanno affiancato la missione in qualità di partner locali: Amnesty International Italia; Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) e Unione Sindacale Giornalisti Rai (UsigRai).
- Clicca qui per accedere ai dati di monitoraggio della piattaforma MFRR Mapping Media Freedom (MapMF) sull’Italia.
- Clicca qui per leggere il rapporto della missione MFRR del 2024, che documentava la fase iniziale del declino della libertà di stampa.
