Di Luca Franceschi
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I dati pubblicati da Eurostat fotografano una situazione estremamente allarmante per lo stato di salute della sanità italiana. I numeri relativi ai posti letto ospedalieri collocano l’Italia tra le ultime posizioni in Europa, evidenziando un divario preoccupante rispetto agli altri Paesi del continente.
Nel 2024, il nostro Paese può contare su meno di 312 posti letto in ospedale ogni 100mila abitanti, un dato che si scontra drammaticamente con la media europea di oltre 507 posti letto. Il confronto con le realtà più virtuose è ancora più impietoso: la Germania, per esempio, supera quota 758 posti letto ogni 100mila abitanti.
Per l’Italia questo significa avere circa il 40% in meno di posti letto rispetto alla media europea. Ma c’è un elemento che aggrava ulteriormente il quadro: nell’ultimo decennio i posti letto sono diminuiti del 3,3%, numeri che vengono definiti indegni di un Paese civile.
La situazione non migliora se si sposta l’attenzione dall’assistenza ospedaliera a quella domiciliare per la non autosufficienza. Anche in questo settore, sebbene si registri una crescita, i numeri italiani rimangono ancora lontani anni luce dai Paesi europei più sviluppati sul tema.
La fotografia scattata da Eurostat al Servizio Sanitario Nazionale è dunque drammatica, soprattutto considerando l’invecchiamento progressivo della popolazione italiana e l’inesistente rete della sanità territoriale. Su quest’ultimo punto, l’Italia sta pagando il clamoroso fallimento del governo Meloni sul PNRR.
Si rende necessario imprimere un deciso cambio di passo e far tornare la sanità pubblica al centro delle priorità per il futuro del Paese.
