(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Dichiarazione della Presidente von der Leyen con i co-presidenti del gruppo speciale sulla sicurezza dei minori online
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato, insieme ai co-presidenti del gruppo speciale sulla sicurezza dei minori online, la relazione dedicata alla tutela dei bambini e dei ragazzi nell’ambiente digitale.
La Commissione ha inoltre pubblicato oggi i risultati dell’ultimo sondaggio Eurobarometro, che mostrano come i cittadini europei chiedano un’azione più incisiva per garantire la sicurezza dei minori online.
Nel corso della sua dichiarazione, la Presidente ha affermato:
“Alcuni mesi fa ho istituito il gruppo speciale sulla sicurezza dei minori online. Oggi ne riceviamo la relazione. Caro dottor Melchior, caro professor Fegert, desidero ringraziare voi e tutti i membri del gruppo speciale per l’intenso lavoro svolto negli ultimi mesi e per la competenza con cui avete guidato questo importante esercizio. La relazione che presentate oggi ci fornisce le evidenze che attendevamo.
Il gruppo speciale ha esaminato quella che ritengo una delle maggiori sfide con cui i governi sono chiamati a confrontarsi oggi: come proteggere i nostri bambini e ragazzi online e come definire nuove regole per il mondo digitale del futuro.
Il lavoro del gruppo speciale ha esaminato i benefici, le opportunità e i rischi degli algoritmi dei social media per i bambini e i ragazzi. Attendevo con grande interesse le vostre raccomandazioni e non vedo l’ora di leggere questa relazione.
In Europa riteniamo che siano i genitori a educare e crescere i nostri figli, non gli algoritmi predatori. A questo proposito, vorrei essere molto chiara: i social media non sono un giocattolo.
Sebbene spetti in ultima analisi ai genitori decidere quando i propri figli debbano ricevere il primo smartphone, esiste già un consenso sulla necessità di fissare un’età minima a partire dalla quale i bambini possano accedere ai social media.
Lo status quo attuale — un mondo in cui continuiamo a consentire alle grandi piattaforme tecnologiche un accesso illimitato ai nostri figli — rischia semplicemente di condannare un’altra generazione a subire ulteriori danni psicologici, dipendenza e sofferenza.
I dati mostrano chiaramente la realtà. In tutta Europa, i giovani trascorrono oggi dalle quattro alle sei ore al giorno davanti agli schermi. Sei ore ogni giorno: un tempo che, nell’arco della vita, equivale a vent’anni.
Allo stesso tempo, in Europa quasi il 60% dei bambini e dei giovani ha sperimentato problemi emotivi o psicosociali online. E giorno dopo giorno, notte dopo notte, anche i genitori vedono fin troppo bene le conseguenze: perdita di sonno, depressione, ansia, cyberbullismo ed esposizione a contenuti dannosi.
Tutto questo avviene mentre il cervello dei nostri figli è ancora in fase di sviluppo. Non possiamo aspettarci che i bambini riescano a crescere e avere successo in un sistema che non è mai stato progettato tenendo conto del loro benessere, proprio nel momento in cui sono più vulnerabili.”
