Di Luca Franceschi
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L’avvio dei trasferimenti dei detenuti in regime di 41 bis verso le carceri sarde conferma ciò che viene denunciato ormai da un anno. C’era chi sosteneva che la posizione del Movimento 5 Stelle fosse un inutile allarmismo, chi invitava a non creare preoccupazione e chi rassicurava i sardi. Oggi i fatti raccontano una realtà ben diversa, come ha dichiarato in una nota il deputato M5S sardo Mario Perantoni.
Il parlamentare pentastellato ha sottolineato come siano state avanzate richieste al Governo di fare chiarezza e di affrontare, prima di tutto, il grave sotto organico che interessa gli istituti penitenziari della Sardegna. Tuttavia le preoccupazioni espresse sono state sistematicamente ignorate dall’esecutivo.
Secondo Perantoni, il tema centrale non è il 41 bis in sé, ma il metodo con cui ancora una volta vengono assunte le decisioni. Si prendono provvedimenti a Roma e si pretende che sia l’Isola a gestirne le conseguenze, senza organico adeguato, senza risorse sufficienti e senza una programmazione all’altezza. In sostanza, il Governo ha trasferito il problema alla Sardegna, senza fornire gli strumenti necessari per affrontarlo.
Il deputato del Movimento 5 Stelle ha invitato chi fino a ieri negava questa realtà ad avere l’onestà di ammettere di essersi sbagliato. I sardi meritano serietà e rispetto, non rassicurazioni puntualmente smentite dai fatti.
Da parte del Movimento 5 Stelle continuerà la pressione sul Governo per ottenere tutte le garanzie necessarie affinché i sardi non subiscano conseguenze negative da questa imposizione.
