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CORTE DEI CONTI * «L’ECOBONUS NECESSITA DI SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA, IL MONITORAGGIO AMBIENTALE VA RAFFORZATO»

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09.03 - lunedì 13 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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ECOBONUS, CORTE CONTI: SEMPLIFICARE REGOLE E RAFFORZARE MONITORAGGIO

L’analisi condotta sulla gestione degli Ecobonus, le agevolazioni previste dalla legge di bilancio 2019 per l’acquisto di veicoli a due o quattro ruote a ridotte emissioni di CO₂, ha evidenziato la necessità di rafforzare il monitoraggio sul versante dell’efficacia ambientale, oltre all’esigenza di una semplificazione del quadro regolatorio.

È quanto sottolinea la Corte dei conti nella relazione, approvata con Delibera n. 51/2026/G dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, in cui la magistratura contabile ha esaminato gli esiti gestionali e l’evoluzione degli incentivi alla mobilità sostenibile, cioè gli sconti applicati sul prezzo di acquisto di veicoli elettrici o ibridi (eventualmente accompagnati dalla rottamazione del veicolo usato) che sono praticati dai concessionari accreditati su apposita piattaforma, i quali vengono poi rimborsati dalle imprese produttrici attraverso il meccanismo della compensazione dei crediti d’imposta.

Originariamente concepiti come misura sperimentale, gli Ecobonus hanno assunto nel tempo carattere strutturale, fino all’istituzione nel 2022 del Fondo Automotive, destinato a sostenere la decarbonizzazione, la transizione verde, la ricerca e gli investimenti nella filiera del settore. Nel marzo 2025 sono stati sostituiti da nuovi strumenti di sostegno fondati sui contratti di sviluppo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, pur permanendo l’incentivazione per l’acquisto di veicoli elettrici a due ruote.

L’istruttoria ha interessato il Ministero delle imprese e del made in Italy, l’Agenzia delle entrate e il Ministero delle infrastrutture e trasporti. Con riferimento a quest’ultimo, è stato esaminato anche l’incentivo destinato ai sistemi di riqualificazione elettrica (retrofit) dei veicoli con motore termico, misura che – rileva la Corte – non ha trovato concreta applicazione a causa di difficoltà tecniche e della mancata presentazione di richieste di incentivo. Su un altro versante, lo specifico approfondimento condotto sulla cosiddetta Ecotassa, sempre introdotta dalla legge di bilancio 2019 e applicata dal 1° marzo dello stesso anno a tutto il 2021 ai veicoli nuovi di categoria M1, con emissioni superiori a 160 g/km di CO₂, ha consentito di accertare entrate pari a 132 milioni di euro.

L’esame sul sistema di gestione e monitoraggio affidato a Invitalia – che ha curato, per conto del Mimit, l’istruttoria delle domande, la gestione delle prenotazioni e delle erogazioni e il monitoraggio dell’andamento della misura – ha evidenziato inoltre che, a fronte di 4.830 concessionari accreditati e di 1.359.380 prenotazioni completate, sono stati prenotati, nel periodo analizzato, incentivi per un importo complessivo di 3 miliardi di euro.

La Corte ha rilevato che il sistema di monitoraggio ha consentito di seguire l’andamento della misura, il livello di utilizzo delle risorse e le caratteristiche dei veicoli incentivati, ma i report predisposti hanno riguardato prevalentemente aspetti amministrativo-gestionali, senza consentire una valutazione dell’effettivo contributo della misura al conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità ambientale. È anche emerso che l’Amministrazione competente in materia ambientale, pur coinvolta nella gestione di analoghi interventi finanziati dal PNRR, non ha svolto un ruolo diretto né attività di concertazione, che avrebbero potuto favorire una più efficace valutazione dei risultati ambientali della misura.

Nel complesso, la magistratura contabile evidenzia la necessità di rafforzare le iniziative di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, per favorire il conseguimento dell’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. Si è rilevato inoltre che, dopo lo studio commissionato al Politecnico di Milano nel 2021 e utilizzato principalmente a supporto della stabilizzazione della misura con l’istituzione del Fondo Automotive, non sono stati realizzati ulteriori approfondimenti per valutarne gli effetti negli anni successivi.

In base alle risultanze emerse, la Corte ha raccomandato al Mimit l’adozione di soluzioni idonee a superare l’eccessiva stratificazione della disciplina regolatrice degli incentivi, rilevando, in particolare, l’esigenza di semplificare le procedure di accesso e di erogazione, nonché di rendere più tempestiva l’attuazione delle misure, anche mediante gli strumenti previsti dal Codice degli incentivi.

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