Di Luca Franceschi
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Il deputato di Fratelli d’Italia Cristina Almici esprime piena solidarietà al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in seguito alle gravissime minacce e intimidazioni provenienti dalla stampa riconducibile al regime iraniano. Secondo Almici, quando viene colpito il capo del governo italiano non si tratta di una questione legata a una singola forza politica, bensì di un attacco rivolto all’Italia e alle sue istituzioni nella loro totalità.
In una situazione di questo genere, prosegue il parlamentare, ci si aspetterebbe una condanna unanime e senza indugi da parte di tutte le forze politiche, indipendentemente dalle proprie appartenenze. Tuttavia, Almici evidenzia come il comportamento della sinistra non corrisponda a questa aspettativa, manifestandosi attraverso un silenzio che definisce come inaccettabile.
Il deputato sottolinea come sia particolarmente deludente il mutismo di chi, nel quotidiano dibattito politico, richiama costantemente l’importanza del rispetto delle istituzioni e della democrazia. Da questi ambienti, afferma, ci si sarebbe atteso una presa di posizione immediata e decisa, senza ambiguità. Invece, secondo Almici, prevalgono ancora una volta l’imbarazzo e la mancanza di pronunciamento.
Rilevando che negli ultimi anni l’opposizione ha frequentemente cercato nei tribunali quello che non ha potuto ottenere alle urne, Almici sostiene che di fronte alle intimidazioni di un regime autoritario nei confronti del Presidente del Consiglio, la sinistra non riesce nemmeno a manifestare con chiarezza un principio elementare: le istituzioni della Repubblica devono essere sempre difese, indipendentemente da chi le rappresenta in un dato momento.
Almici conclude affermando che Meloni proseguirà nel proprio incarico con il coraggio e la determinazione che caratterizzano il suo operato e che gli italiani conoscono bene. Le minacce provenienti da un regime autoritario, sottolinea, non modificheranno in alcun modo la posizione dell’Italia. Il silenzio della sinistra, tuttavia, rappresenta un aspetto critico della situazione, poiché di fronte a chi tenta di intimidire il capo del governo non dovrebbero prevalere convenienze politiche, ma solo il autentico senso dello Stato.
