Di Luca Franceschi
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“La gestione della pandemia è una discesa nell’abisso”. Con queste parole Galeazzo Bignami, Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, commenta le rivelazioni emerse negli ultimi giorni sulla maxi-commessa di mascherine cinesi. Secondo il parlamentare, quanto emerge dalle indagini rappresenta “una discesa in un buco nero. Più si scava, più emergono elementi inquietanti, l’ultimo quello degli enormi profitti dovuti ai costi gonfiati”.
Bignami sottolinea come le ombre ormai superino le luci nella ricostruzione di questa vicenda. “Le ombre ormai superano le luci e ciò che la commissione sta facendo è proprio cercare di chiarire i punti più oscuri: un’opera di verifica enorme. E credo che purtroppo ci saranno altre sorprese da qui alla fine”, afferma il Capogruppo di FdI.
Analizzando i dati sulla commessa miliardaria di dispositivi cinesi rivelatisi poi in parte non idonei, Bignami evidenzia come l’argomento utilizzato dall’ex Premier Conte sui prezzi di mercato “decade definitivamente. Perché, come rivelato ed emerso dalla Commissione, alla fine non erano idonee e dunque il prezzo non era equo. Cosa che peraltro aumenta enormemente il profitto di chi ha condotto l’affare”.
Interrogato sulla spiegazione di questa vicenda, Bignami descrive il quadro come “incredibile”. “Ogni volta che si approfondisce si trova sempre qualcosa di peggio che ti costringe a modificare il giudizio in negativo”, osserva. “È evidente che mentre gli italiani erano blindati in casa, o peggio ancora, morivano senza neppure poter abbracciare i propri cari, c’era chi invece approfittava di questa situazione per speculare”.
Riguardo alle responsabilità politiche, il Capogruppo di FdI pone interrogativi rilevanti sulla gestione dell’ex Presidente del Consiglio. “Noi abbiamo Giuseppe Conte che ci dice che lui non ne sapeva niente di queste mascherine, perché era troppo impegnato a cercarle. Ma come, ti entrano 800 milioni di mascherine e non te ne accorgi?”, chiede Bignami. Il parlamentare evidenzia poi una serie di passaggi che secondo lui risultano incredibili: dal mancato avvertimento dei servizi segreti al silenzio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, fino al ruolo del commissario straordinario.
“Io lo reputo incredibile”, commenta Bignami. “Non so se Conte ha le mani pulite, ma sicuramente aveva gli occhi ben bendati. E non so nemmeno dire se sia più grave l’eventuale dolo o l’evidente incapacità che così ha dimostrato”.
Sul lavoro della Commissione Covid, Bignami spiega che “quello che sta facendo la Commissione Covid è tentare la ricostruzione di un periodo certamente complesso per evitare di ricommettere gli stessi errori se dovessimo malauguratamente ritrovarci in una situazione simile”. Tuttavia, “ogni volta che apriamo un capitolo di questa storia, ne scopriamo altri da approfondire. Sembra una matrioska”.
Affrontando il tema geopolitico, Bignami smonta la narrazione governativa sui dati statistici. “Conte ha detto che queste mascherine cinesi costituiscono il 7% delle importazioni totali dell’Italia; ma è un trucco statistico, perché in realtà rappresentano l’80/90% se consideriamo un periodo preciso, ovvero quello iniziale della pandemia”. Il Capogruppo di FdI sottolinea inoltre come “noi avevamo aziende italiane pronte a fornire mascherine idonee, come sentenziato dal Tribunale di Roma, che sono state invece respinte per andare a prenderle dalla Cina”.
Bignami porta esempi significativi del rapporto privilegiato tra Italia e Cina in quel periodo. “Il 12 febbraio del 2020 la task force del Ministero della Salute dice che non abbiamo materiale e dispositivi; e cosa fa il Governo italiano? Spedisce 5 tonnellate di dispositivi medici in Cina regalandole”. Nel verbale della task force stessa, prosegue, “si dice che non bisognava creare allarme commerciale nei rapporti con la Cina: cioè l’Italia era in una situazione drammatica e la preoccupazione sono i rapporti commerciali con la Cina?”. Il parlamentare cita anche il caso dei voli dalla Cina, rimasti aperti più a lungo rispetto ad altri Paesi.
Quanto ai documenti secretati, Bignami ribadisce come “appena ho letto l’agenzia di stampa in cui si annunciava che FdI aveva deciso di convocarmi io mi sono dimesso, cosa che Conte ancora non ha fatto”. Grazie ai ricorsi presentati, aggiunge, “il Ministero della Salute e il Governo Conte sono stati condannati a produrre documenti di cui negavano l’esistenza, come il piano pandemico secretato”.
Sull’audizione dell’ex Premier prevista per il 4 agosto, Bignami dichiara: “In questi mesi Conte ci ha dato solo motivi per non poterci fidare. Quindi verificheremo tutto quello che lui dirà, per chiarezza nei confronti di italiani”.
Il Capogruppo di FdI conclude affermando l’intenzione di presentare esposto in Procura qualora necessario. “Nella nostra Costituzione è prevista l’obbligatorietà dell’azione penale. Quindi la Procura non avrebbe bisogno di un esposto visto che molte delle cose che stanno emergendo non sono mai state indagate a livello penale. Fatti nuovi che da soli giustificherebbero autonomamente l’apertura di un’inchiesta in Procura. Ma visto che pare che nulla si muova, presenteremo noi un esposto in Procura”.
