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CLAUDIO DELLA VOLPE (PRESIDENTE COMITATO NO QUOTAZIONE D.E. IN BORSA) * DOLOMITI ENERGIA: «LAGO SERRAIA, L’ABBASSAMENTO DI 25 CM PROVOCHERÀ DANNI AMBIENTALI»

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14.15 - sabato 11 luglio 2026

Gentile direttore Franceschi,

le contraddizioni di Dolomiti Energia. Teoricamente un’azienda come Dolomiti Energia, una SpA a prevalente proprietà pubblica, dovrebbe comportarsi secondo il suo statuto a difesa anche dei beni comuni di cui gestisce l’uso. Ma già ora prima del paventato ingresso in Borsa le cose non stanno così e gli esempi di conflitto di interessi sono molti. La produzione idroelettrica con i suoi succosi profitti entra in contraddizione con una corretta gestione del bene pubblico, senza che l’ente di controllo, di fatti la PAT tramite le sue agenzie, che però è anche beneficiario dei proventi, eserciti un reale controllo.

Uno di questi che sta a cuore a molti di noi è la gestione delle acque nella valle di Pinè; queste acque affluiscono nell‘ex lago delle Piazze (ex-lago perché se cercate bene è ormai escluso dall’elenco dei laghi del Trentino ed incluso invece nell’elenco dei serbatoi idroelettrici, nonostante sia un rinomato sito turistico). Al bacino delle Piazze affluiscono acque sia da luoghi più alti che più bassi; come infatti non tutti sanno, parte delle acque del rinomato lago di Serraia vengono pompate spesso “oscuramente”, in modo non controllato pubblicamente, nel lago delle Piazze prima di cambiare bacino e precipitare nell’impianto di Pozzolago che però poi scarica l’acqua nell’area dell’Avisio, compiendo così un atto che in genere non è consentito, ossia far cambiare area di raccolta delle acque naturali, un processo che altera l’equilibrio ecologico complessivo in modo permanente.

Bene, in questa situazione, già ampiamente nota e che contribuisce con i suoi almeno 1.5 milioni di metri cubi anno allo stato di eutrofizzazione di Serraia e allo stato pessimo dell’emissario Silla, impedendo il regolare deflusso delle acque si aggiunge in questi giorni una furbata di DE che vale la pena di raccontare.

Dopo molti anni e grazie alla pressione dei cittadini sono in corso i lavori per definire lo stato dell’incile del Silla, la zona, all’ingresso del paese che comprende il deflusso naturale e anche irregimentato delle acque del Serraia verso il Silla, che è in stato di abbandono da anni. Questi lavori comprendono anche la sistemazione dell’incile che spesso appare come una raccolta di rifiuti naturali o meno.

Finora una pulizia dell’incile è stata realizzata da volontari con strumenti manuali, ma adesso da lunedì prossimo ci penserà DE che per pulire accuratamente ha avuto una ideona; per pulire le poche centinaia di metri quadri dell’incile, DE abbasserà per giorni il livello di tutto il lago (45 ettari, ossia 450mila metri quadri) di ben 25 cm, il che corrisponderà a pompare oltre centomila metri cubi d’acqua verso il Piazze, una quantità corrispondente ad una fetta significativa dei pompaggi annui, specie in un momento in cui il deflusso delle acque provinciali è in crisi dato che si è ridotto della metà in media. In questo modo per pulire qualche centinaio di metri quadri si danneggerà l’intero perimetro lacuale perché la geniale intuizione di DE comporta le seguenti cose:

Abbassare il livello d’acqua all’inizio della stagione riproduttiva lascia all’asciutto le zone palustri e i canneti, con la distruzione degli habitat di frega: Questo impedisce la riproduzione di specie ittiche importanti (come persici, lucci e tinche) che depongono le uova in acque basse, decimando la popolazione ittica del lago. Comporta la degradazione della qualità dell’acqua: Un volume d’acqua inferiore si riscalda più rapidamente, accelerando la proliferazione di alghe e cianobatteri (talvolta tossici). A causa della situazione di eutrofia, questo favorisce il rilascio di nutrienti dai sedimenti, peggiorando lo stato ecologico generale.

Comporta un danno all’emissario Silla: perchè pompaggi eccessivi portano in secca il corso d’acqua a valle, danneggiando la flora e la fauna fluviale. Ed infine comporta un impatto turistico ed economico: Svuotare rapidamente il bacino (entro pochi giorni) espone ampie fasce di fango e crea disagi ai frequentatori, rendendo impraticabili le attività di balneazione (spesso premiate con la Bandiera Blu) e la pesca sportiva.

Una genialata incredibile contro la quale il primo cittadino di Baselga non ha protestato ma solo l’associazione per la protezione del lago (ma anch’essa blandamente). Insomma una scusa per pompare acqua nonostante la situazione estiva di riduzione dei flussi con conseguenze prevedibili sul lago che già manifesta (denunciato sulla pagine web dell’associazione) la presenza dei soliti cianobatteri che potranno così avvicinarsi al fondo e prepararsi ad una più potente esplosione estiva.

Il danno ecologico è certo, il vantaggio di pulire l’incile svuotando parte del lago è del tutto falso e ingiustificato se non per scopi di profitto. Ed ecco allora che veniamo alla solita conclusione; se già ora senza la pressione della Borsa le cose stanno in modo così contraddittorio cosa possiamo aspettarci dall’ingresso in Borsa?

 

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Claudio Della Volpe
Presidente Comitato Referendum no Ingresso D.e. Borsa italiana
Socio Associazione Protezione Laghi
Professore di Chimica-fisica (in pensione)

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