(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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COMUNICATO STAMPA
Politiche attive, 50 milioni di euro per disoccupati e cassaintegrati
Il Ministro Calderone: “Investiamo in percorsi che aiutano i lavoratori a star dentro i cambiamenti. Il lavoro è la prima politica di inclusione”
Roma, 10 luglio 2026 – Cinquanta milioni di euro per realizzare percorsi formativi e interventi di politica attiva del lavoro a favore di beneficiari di indennità di disoccupazione e di cassa integrazione. A prevederli è il decreto direttoriale n. 211/2026 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con cui si definiscono le modalità di programmazione ed erogazione del “Fondo per il potenziamento delle competenze per la riqualificazione professionale” previsto dall’articolo 50-bis, commi 8 e 9, del decreto-legge n. 73 del 2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 106 del 2021.
Il provvedimento rafforza il sistema delle politiche attive del lavoro, sostenendo l’aggiornamento delle competenze, la riqualificazione professionale e i processi di transizione occupazionale per:
– beneficiari di trattamento di integrazione salariale per i quali, nell’arco di 12 mesi, è programmata una riduzione dell’orario di lavoro superiore al 30 per cento;
– percettori di NASpI.
“Il lavoro è la prima politica di inclusione: per questo investiamo in percorsi che aiutano i lavoratori a stare dentro i cambiamenti – ha affermato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone -. Lo facciamo intervenendo nei momenti di potenziale fragilità: nel passaggio da un lavoro all’altro, mentre si percepisce un’indennità di disoccupazione, oppure quando è la cassa integrazione a sostenere la fase di difficoltà dell’azienda da cui si dipende. Sono passaggi delicati, in cui la formazione diventa lo strumento decisivo per mantenere o accrescere la propria occupabilità, aggiornare le competenze e rispondere alle esigenze dei settori produttivi. Oggi in Italia non abbiamo un problema di posti di lavoro, ma dobbiamo aumentare la capacità di far incontrare domanda e offerta di lavoro. Le politiche attive servono esattamente a colmare questo divario”.
Le risorse, già ripartite tra le Regioni con il decreto di adozione del Programma GOL (D.M. 5 novembre 2021), possono finanziare:
– percorsi formativi di aggiornamento professionale destinati ai lavoratori impiegati presso un’impresa operante nei settori strategici;
– percorsi formativi di aggiornamento o di riqualificazione professionale per i lavoratori beneficiari di Cig, avendo riguardo anche ai beneficiari di Assegno di Ricollocazione Cigs;
– laboratori formativi collegati a specifici Job Days;
– attività formative di aggiornamento professionale promosse dai Centri per l’Impiego su richiesta delle imprese del territorio;
– attività formative di aggiornamento professionale, mediante l’outplacement.
Il decreto prevede inoltre la possibilità di integrare i percorsi formativi con interventi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, per valorizzare le esperienze maturate e favorirne la spendibilità nei nuovi contesti lavorativi.
Qualora programmato dalle Regioni, il completamento con successo del percorso formativo può permettere il riconoscimento di indennità di partecipazione e bonus, con particolare attenzione al sostegno dei genitori con figli minori di dieci anni.
