Di Luca Franceschi
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La risposta fornita da Palazzo Chigi ha confermato quanto precedentemente richiesto: Giorgia Meloni ha accettato la pistola donata dal presidente turco Erdogan e ha autorizzato il suo trasporto in Italia secondo le modalità amministrative previste dalla legge. Tuttavia, la questione centrale non riguarda gli aspetti procedurali, bensì una questione di fondo ben più rilevante: quale sia la ragione che ha spinto il presidente del Consiglio a ricevere un’arma come presente.
Il comportamento della premier italiana si discosta da quello di altri leader europei di primo piano. Tanto il cancelliere tedesco Merz quanto il primo ministro britannico Starmer hanno scelto di rifiutare il medesimo dono. Meloni, al contrario, ha optato per l’accettazione di un oggetto che per sua natura e definizione rappresenta uno strumento mortifero. Esistono regali che, in ragione del loro significato simbolico profondo, devono essere necessariamente respinti, in particolar modo quando a riceverli sono personalità che incarnano le istituzioni di una nazione democratica.
La questione non assume carattere meramente burocratico o amministrativo, bensì si colloca interamente sul piano politico ed etico. Accogliere una pistola quale regalo proveniente da Erdogan costituisce una scelta che risulta sbagliata tanto dal punto di vista politico quanto da quello morale, secondo quanto dichiarato da Angelo Bonelli, deputato della formazione politica AVS e co-portavoce nazionale di Europa Verde.
