(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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RSA, ADESSO BASTA: NON SONO CARCERI! DOPO VILLA ALPINA, NUOVO CASO INACCETTABILE IN VIA VITTORIO VENETO. LA PROVINCIA INTERVENGA SUBITO.
“Le RSA non sono strutture di contenzione né istituti penitenziari. È ora di dire basta a comportamenti arbitrari e rigidezze ingiustificate che calpestano la dignità degli anziani ospiti e il diritto d’affetto dei loro familiari.”
La Consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari interviene nuovamente sul tema della gestione degli orari e dell’accoglienza nelle Residenze Sanitarie Assistenziali del territorio dopo un ultimo, increscioso episodio.
Solo recentemente, grazie a una battaglia faticosa e alle denunce sul caso della RSA ‘Villa Alpina’, i familiari erano riusciti a ottenere un importante segnale di apertura, con l’estensione delle visite fino alle ore 20:00. Una dimostrazione lampante che una gestione più umana e flessibile non solo è possibile, ma è doverosa. Purtroppo, dobbiamo constatare che in altre realtà del nostro territorio si continua a fare finta di nulla, mantenendo barriere del tutto ingiustificate.
L’ultimo episodio, che ha motivato il deposito di una formale interrogazione in Consiglio provinciale, si è verificato presso la RSA di Via Vittorio Veneto a Trento, gestita da Spes.
Alle ore 18:00 un operatore ha allontanato bruscamente un familiare in visita. Le circostanze rendono il fatto ancora più grave ed emblematico: l’ospite si trovava a letto, nella propria stanza singola, e aveva già cenato (dato che in questa struttura il pasto serale viene somministrato alle 17:30). Il colloquio con il parente si stava svolgendo in assoluta tranquillità, senza arrecare il minimo disturbo a nessuno o intralciare le attività assistenziali. Eppure, l’operatore è entrato nella stanza intimando al visitatore di andarsene e minacciando l’intervento del responsabile, cacciandolo in modo intimidatorio.
Siamo di fronte a un atteggiamento inaccettabile, contrario alle Direttive provinciali vigenti e a ogni regola di buon senso che dovrebbe governare la gestione di strutture dedicate a persone fragili. L’obiettivo di chi opera in questo modo è evidente: anticipare le operazioni di assistenza, cena compresa, e mandare a letto il prima possibile, alleggerendo il turno serale. Ma negare o ostacolare il diritto di visita in assenza di reali e comprovate ragioni sanitarie rappresenta un vero e proprio maltrattamento indiretto sia per l’anziano che per i suoi cari.
La Provincia di Trento non può continuare a girarsi dall’altra parte o a fare finta di non vedere. L’autonomia gestionale non può trasformarsi in un passaporto per l’arbitrio o per la compressione dei diritti fondamentali delle persone. Con l’interrogazione depositata si chiede alla Giunta impegni precisi: servono verifiche ispettive urgenti sulla struttura di Via Vittorio Veneto, ma soprattutto provvedimenti e sanzioni chiare per tutte quelle realtà che adottano un approccio inutilmente punitivo e restrittivo. È tempo di porre fine a questa diffusa e intollerabile discrezionalità: le RSA devono essere luoghi aperti, dignitosi e rispettosi dei legami familiari.
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cons.ra Francesca Parolari
Gruppo PD del Trentino
