Di Luca Franceschi
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Le Marche chiudono il 2025 con una crescita del Pil dello 0,9%, dato che supera la media nazionale ferma allo 0,5%. Un risultato che rappresenta il frutto di un governo caratterizzato da serietà, programmazione e capacità di trasformare le risorse disponibili in opere concrete.
Particolarmente significativo il dato relativo agli investimenti nelle opere pubbliche, che nelle Marche hanno registrato un incremento del 103,2%. Sebbene il Piano nazionale di ripresa e resilienza sia stato assegnato a tutte le Regioni italiane, la differenza sostanziale risiede nella capacità di utilizzo effettivo di questi fondi. Nelle Marche, le risorse stanziate si sono concretizzate in cantieri, infrastrutture, ospedali, scuole, interventi contro il dissesto idrogeologico, opere per la ricostruzione e servizi destinati ai cittadini.
Sul territorio marchigiano sono visibili i risultati di questo impegno: dall’ospedale di Muraglia, che finalmente prende avvio dopo 40 anni di attese, alla realizzazione della galleria della Guinza. Proseguono anche i lavori all’ospedale di Fermo e al completamento della quadrilatero, insieme agli interventi di ricostruzione post-sisma e post-alluvione. Si aggiungono gli investimenti nel settore ferroviario, portuale e nelle infrastrutture strategiche, tutte opere a lungo attese che oggi non rappresentano più semplici annunci bensì realtà in costruzione.
Il rapporto di Svimez, riconosciuta come una delle fonti più autorevoli in Italia per gli studi dello sviluppo economico regionale, certifica anche la crescita nei settori dell’industria, dell’agricoltura e delle costruzioni. Rimane la sfida rappresentata dall’export, aspetto che dipende da un contesto internazionale più favorevole, tuttavia la direzione intrapresa appare corretta.
Secondo il deputato marchigiano di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli, il merito di questi risultati appartiene al presidente Francesco Acquaroli e all’intera Giunta regionale, che negli ultimi cinque anni ha ereditato una regione in transizione trasformandola in un modello virtuoso. Una buona amministrazione, secondo Baldelli, non si misura dalla quantità di conferenze stampa o dalle polemiche, ma dalla concreta capacità di aprire cantieri, utilizzare appropriatamente le risorse pubbliche e consegnare ai cittadini opere utili e durature.
