Di Luca Franceschi
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Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia e prima firmataria della legge sulla maternità surrogata come reato universale, ha mosso una critica severa nei confronti del Comune di Roma. Secondo la parlamentare, la decisione dell’amministrazione capitolina di concedere il patrocinio ai Diversity Media Awards rappresenterebbe una scelta in contrasto con la normativa nazionale.
La Varchi ha sottolineato come questa iniziativa propaganda una pratica che in Italia è considerata reato da decenni e che il Parlamento ha espressamente classificato come reato universale. La deputata ha evidenziato l’incoerenza di una pubblica amministrazione nel produrre atti che vanno in direzione opposta rispetto alle decisioni legislative assunte dal Parlamento.
La capogruppo ha sollevato interrogativi sulla legittimità di una simile scelta, chiedendosi come un ente pubblico possa attuare provvedimenti che generano confusione e sfiducia tra i cittadini, discostandosi dalle linee politiche consolidate dal legislatore nazionale. Secondo la sua analisi, tutte le istituzioni hanno il dovere di mantenere coerenza rispetto alle leggi dello Stato.
Varchi ha inoltre rimarcato come un patrocinio di questo tipo, anche se meramente simbolico, trasmette un messaggio che contraddice direttamente quello espresso dal Parlamento italiano. Ha concluso i suoi commenti auspicando che l’amministrazione romana riconsideri la propria posizione e provveda al ritiro del patrocinio accordato ai Diversity Media Awards.
