Di Luca Franceschi
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Vigilanza Rai, Craxi/Costa (FI): “Torni pienamente operativa, no demagogia da opposizioni”
“Al momento delle già irrituali dimissioni dei membri della Commissione di Vigilanza avevamo auspicato che la stessa potesse riprendere al più presto il suo cammino, restituendo alla Commissione il pieno funzionamento che era stato impedito da una ferma decisione delle minoranze. Un ruolo, quello delle opposizioni, che va tutelato e riconosciuto, ma che non può mai trasformarsi nel potere di paralizzare le istituzioni, né tantomeno nel tentativo di imporre una sorta di dittatura della minoranza, inaccettabile in democrazia e incompatibile con il corretto funzionamento parlamentare”. Lo dichiarano in una nota congiunta Stefania Craxi ed Enrico Costa, presidenti dei gruppi di Forza Italia al Senato e alla Camera.
“Eppure, nonostante questo richiamo alla responsabilità, continua imperterrita la volontà di parte dell’opposizione di bloccare tutto, ricorrendo a scuse risibili e non adempiendo alla richiesta dei Presidenti delle Camere di procedere alla nomina dei componenti della nuova Commissione. Non si comprende quale sia il punto di caduta di questa strategia, se non quello demagogico, strumentale, di richiamare un fantasioso ‘golpe parlamentare’ che non esisteva prima e non esiste ora, tanto più che sono proprio le minoranze ad aver determinato lo scioglimento della Commissione e a causarne il blocco da mesi. Da parte nostra – si legge ancora nella nota – abbiamo adempiuto tempestivamente in queste ore alla comunicazione dei nuovi componenti di Forza Italia nella Commissione di Vigilanza, indicando i senatori Maurizio Gasparri, Mario Occhiuto e Roberto Rosso, e i deputati Rita Dalla Chiesa e Andrea Orsini.
Animati da quel senso di responsabilità a cui ci appelliamo, abbiamo indicato i nostri rappresentanti nella convinzione che le istituzioni debbano sempre prevalere sulle convenienze politiche e sulle tattiche di blocco. Ribadiamo quindi – concludono Craxi e Costa – l’esigenza che tutti, maggioranza e opposizione, concorrano al ripristino della piena operatività della Commissione, ponendo fine a una situazione che non ha alcuna giustificazione politica né istituzionale e che rischia di minare la credibilità del Parlamento”.
