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DIA – DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA * LECCE: «CONFISCATI BENI PER UN MILIONE DI EURO AD UN NOTO PREGIUDICATO SALENTINO»

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10.18 - lunedì 6 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha eseguito in Scorrano (LE) un decreto di confisca di beni emesso dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Lecce, su proposta formulata dal Direttore della DIA. Si tratta di un patrimonio dal valore di oltre 1 milione di euro, riconducibile ad un noto pregiudicato del posto ritenuto socialmente pericoloso sulla base delle risultanze emerse delle indagini patrimoniali condotte dalla DIA.

Il proposto, gravato da numerosi precedenti penali, è stato tratto in arresto, in quanto partecipe di associazione internazionale dedita al narcotraffico, nel febbraio 2024 dai Carabinieri di Firenze nell’ambito della nota operazione “Muratore” incardinata presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Firenze, nel novembre 2024 , nell’ambito della nota operazione “Ultima Fermata” e, in ultimo, il 29 gennaio 2025, nell’ambito dell’operazione “Sud Est”, sempre per la stessa tipologia di reato, incardinata presso la locale Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dal Comando Provinciale Carabinieri di Lecce.

L’interessato, come rilevato in tali indagini, ricopriva un ruolo di primo piano a livello internazionale essendo indicato come il referente principale per l’approvvigionamento di nuove partite di droga dal territorio albanese, occupandosi sia dell’organizzazione dell’approdo, sulle coste salentine, delle imbarcazioni cariche di droga sia del suo successivo trasporto e consegna agli acquirenti. Dalle indagini espletate dalla D.D.A. salentina è emerso un ulteriore particolare idoneo ad oggettivare la caratura criminale e la transnazionalità delle condotte contestate al proposto il quale avrebbe favorito anche la latitanza sul territorio italiano di un noto esponente della Sacra Corona Unita ed il suo successivo trasferimento in Albania.

Le indagini patrimoniali hanno consentito di accertare come il soggetto in questione, pur non avendo formalmente dichiarato redditi sufficienti a giustificare le rilevanti disponibilità economiche, sia riuscito ad accrescere il proprio patrimonio personale, ricorrendo anche all’intestazione di beni a congiunti.

La confisca ha interessato 1 villa con piscina, 1 abitazione, 2 locali deposito, 3 terreni agricoli, 1 autoveicolo e 14 rapporti finanziari. L’odierno risultato operativo si inserisce nell’ambito delle attività Istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, agendo così a tutela e salvaguardia dell’interesse economico nazionale.

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