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COMUNE DI BRENTONICO * «REFERENDUM, NESSUN RALLENTAMENTO: SEGUITA LA PROCEDURA PREVISTA DALLA COMMISSIONE»

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20.05 - sabato 4 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Referendum: “Nessun rallentamento seguita la procedura prevista”

In merito alle dichiarazioni del Comitato biodiversità e salute per Brentonico sul referendum propositivo, l’amministrazione comunale ritiene necessario chiarire alcuni aspetti.

Il Comune non è contrario allo strumento referendario. Ogni espressione democratica del voto dei cittadini è positiva e va rispettata. Proprio per questo, però, la procedura deve essere corretta, completa e trasparente.

L’Amministrazione ha seguito l’iter previsto, trasmettendo la documentazione alla Commissione per i procedimenti referendari. La stessa Commissione aveva però rilevato che “non risulta agli atti l’autenticazione delle firme” e aveva invitato il Comitato promotore “ad integrare la documentazione” necessaria. Successivamente ha ribadito che tali autenticazioni sono “elemento essenziale per la regolarità dei passaggi successivi” e che il Comune deve verificarne “l’esistenza e la regolarità”. L’autenticazione è avvenuta solo venerdì mattina e proprio grazie al supporto degli uffici comunali, che hanno così aiutato il Comitato a ottemperare a quanto prescritto.

Non vi è stato quindi alcun rallentamento da parte del Comune, ma la necessità di procedere nel rispetto delle indicazioni ricevute.

Il punto più importante riguarda però il contenuto del parere della Commissione. Il quesito è stato dichiarato ammissibile, ma con limiti molto rilevanti. La Commissione ha infatti espresso parere favorevole “condizionandone gli effetti al rispetto delle precisazioni espresse” nel parere stesso.

In particolare, la Commissione segnala il “potenziale rischio di sconfinamento” nella pianificazione urbanistica, materia sottratta al voto popolare. Precisa, inoltre, che l’eventuale regolamento potrà contenere solo prescrizioni operative di “polizia rurale, ecologica e sanitaria”, mentre resta “tassativamente esclusa la possibilità di introdurre vincoli paesistici strutturali, inedificabilità urbanistiche o varianti di azzonamento mascherate”.

La Commissione chiarisce anche che il futuro regolamento dovrà operare solo per il futuro, “senza efficacia retroattiva penalizzante” sulle situazioni agricole già legittimamente esistenti. Inoltre, le eventuali misure dovranno essere fondate su “criteri scientifici oggettivi e rigorosi” e non potranno tradursi in una sostanziale interdizione dell’attività agricola o in un vincolo espropriativo senza indennizzo.

Questo significa che, anche in caso di vittoria del “sì”, il Comune non avrebbe mano libera. Non potrebbe vietare di fatto l’attività agricola, non potrebbe introdurre vincoli urbanistici mascherati e non potrebbe incidere retroattivamente su colture legittimamente consolidate.

È quindi fondamentale che i cittadini conoscano non solo il testo del quesito, ma anche i suoi limiti reali. La stessa Commissione chiede che questi confini siano portati a conoscenza della cittadinanza “in modo chiaro e non equivoco”, per garantire una partecipazione davvero consapevole.

Va inoltre ricordato che, qualora si arrivasse alla consultazione, il referendum comporterebbe una spesa significativa a carico del bilancio comunale, quindi della collettività. Anche per questo è doveroso che il voto, se ci sarà, avvenga sulla base di un’informazione completa e corretta, senza alimentare aspettative su effetti che la legge non consente.

Un eventuale regolamento comunale, inoltre, non inciderebbe solo sui grandi impianti, ma più in generale sulle attività agricole del territorio. Il rischio è che norme troppo restrittive finiscano per pesare anche sui piccoli agricoltori delle frazioni a bassa quota, che spesso coltivano piccoli appezzamenti come secondo lavoro e già oggi affrontano molte difficoltà.

L’amministrazione continuerà a garantire il rispetto della procedura, senza ostacolare il diritto dei cittadini a promuovere il referendum, ma ritiene doveroso che il confronto pubblico avvenga in modo corretto, completo e trasparente.

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