(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La cultura di Rovereto sul cloud nazionale: finanziamento PNRR per la “Rovereto Digital Library”
La Biblioteca Civica “Tartarotti” è stata ammessa dal Ministero della Cultura a un finanziamento PNRR di 181.450,60 euro. I fondi serviranno ad adeguare la Rovereto Digital Library, consentendole di entrare a far parte di I.PaC (Infrastruttura e servizi digitali per il Patrimonio Culturale), il nuovo spazio dati nazionale che raccoglierà e valorizzerà la memoria storica e culturale del Paese.
Un risultato di rilievo che pone Rovereto in una rete di importanti poli culturali, scientifici e accademici italiani. Tra gli enti ammessi al finanziamento ministeriale vi sono istituzioni come l’Accademia Nazionale dei Lincei, università come l’Alma Mater Studiorum di Bologna, l’Università di Pavia, l’Università degli Studi di Firenze, e di importanti soggetti come il Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini di Napoli. A livello provinciale anche il MUSE – Museo delle Scienze di Trento rientra nel finanziamento, mentre i soggetti privati restano al momento esclusi dalla misura.
Se la Biblioteca Tartarotti è riuscita a farsi trovare pronta per questa complessa sfida digitale, il merito va a una scelta strategica compiuta qualche anno fa, quando si è deciso di investire nelle risorse digitali: l’utilizzo del sistema open e in cloud DSpace-GLAM (sviluppato e gestito dalla ditta 4Science), dove GLAM sta per Gallerie, Biblioteche (Libraries), Archivi e Musei. Infatti vi si possono gestire oggetti culturali di ogni tipologia.
Proprio l’architettura flessibile e “aperta” di questa piattaforma permette di progettare un’integrazione diretta con il sistema nazionale. La Biblioteca entrerà nella rete con la modalità di “Sistema Federato”. Questo significa che la piattaforma Rovereto Digital Library esporrà i propri dati in modo stabile e autonomo, condividendo con l’infrastruttura centrale I.PaC i soli metadati descrittivi. I file digitali e la proprietà dei dati rimarranno a Rovereto, ma saranno rintracciabili da chiunque a livello nazionale attraverso i motori di ricerca e i “grafi di conoscenza” centrali del Ministero.
La Rovereto Digital Library custodisce già oggi un patrimonio notevole, composto da oltre 36.000 “items” oggetti digitali: fotografie , mappe, piante, ex libris, memorie funebri, libri e anche l’intera collezione di opere d’arte donata dal giornalista e critico d’arte Luigi Lambertini. Parlando di archivi, spicca l’intero epistolario del celebre erudito settecentesco Girolamo Tartarotti, a cui la biblioteca è intitolata.
Questa banca dati è già liberamente consultabile da remoto, ad altissima qualità e gratuitamente, da chiunque, sia a fini di ricerca che di semplice curiosità, all’indirizzo web https://digitallibrary.bibliotecacivica.rovereto.tn.it/home, grazie all’integrazione del visualizzatore avanzato Mirador (tecnologia IIIF), che permette di godere dei dettagli direttamente dal browser.
“Questo importante risultato – dice l’assessora alla promozione artistica e culturale e al turismo, Micol Cossali – ci riempie di orgoglio e conferma la straordinaria qualità della nostra Biblioteca Civica, una realtà capace di innovare e di posizionarsi all’avanguardia nazionale anche sui nuovi formati digitali. Essere ammessi a questo finanziamento PNRR, accanto a giganti della cultura e della ricerca scientifica italiana, dimostra la lungimiranza delle nostre scelte strategiche e la volontà di rendere il patrimonio storico della città sempre più aperto, connesso e largamente accessibile a chiunque. Un traguardo che non sarebbe stato possibile senza l’ottima squadra di professionisti della ‘Tartarotti’, che ogni giorno lavora con dedizione e competenza per tenere altissima l’asticella della qualità di questa vera e propria piazza del sapere. Grazie al loro impegno, la nostra città si proietta nel futuro della conservazione e della valorizzazione culturale.”
I vincoli europei legati al PNRR non lasciano spazio a rinvii: i delicati interventi tecnici di adeguamento sul cuore del software – per estrarre i dati e collegare le chiavi di sviluppo (API) ministeriali – dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2026.

