Di Luca Franceschi
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La transazione da 100 milioni di euro sottoscritta dal ministro Schillaci ha permesso di chiudere un contenzioso che affonda le radici nella gestione della pandemia. Lo Stato, infatti, aveva dovuto affrontare una controversia nata dalla scandalo degli appalti per le mascherine, gestiti durante l’amministrazione Conte-Arcuri. Una sentenza del Tribunale di Roma aveva inizialmente condannato lo Stato al pagamento di 203 milioni di euro, cui si aggiungevano anche gli interessi di mora per un importo totale di 250 milioni.
Secondo la ricostruzione di Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid, il governo Meloni ha operato una scelta consapevole e vantaggiosa. Su indicazione dell’avvocatura dello Stato, l’esecutivo ha ritenuto opportuno raggiungere un accordo con la Jc Electronics, l’azienda che aveva subito i danni, concludendo così la vertenza mediante transazione. Questa decisione ha consentito di ottenere un risparmio significativo per le casse pubbliche, pari al 40 per cento della cifra inizialmente rivendicata.
Secondo Zedda, le critiche sollevate dalle opposizioni rispondono a una logica puramente pretestuosa e sono costruite ad arte per distogliere l’attenzione dagli errori commessi durante il governo giallorosso. La responsabilità politica, sostiene la senatrice, richiede di assumersi il peso delle scelte assunte durante il proprio mandato. Proprio su questo terreno, la coalizione di centrosinistra dimostrerebbe ancora di non essere all’altezza della sfida, incapace di riconoscere i propri errori e di farne consapevolmente ammenda.
