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PRC – PARTITO RIFONDAZIONE COMUNISTA: «ANCORA UNA VOLTA IL GOVERNO MELONI PRECARIZZA RICERCATORI E RICERCATRICI. QUESTA VOLTA TOCCA ALL’ISPRA, UN ISTITUTO FONDAMENTALE PER COMPRENDERE E CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI.»

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10.45 - venerdì 3 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La legge di bilancio attualmente in discussione prevede un taglio di 14 milioni di euro sul bilancio dell’ISPRA, che ammonta complessivamente a 93 milioni. Questa riduzione comporta il blocco del turnover e rappresenta una minaccia concreta per i percorsi lavorativi di numerosi ricercatori e ricercatrici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

I Giovani Comunisti/e e il Dipartimento Lavoro del Partito della Rifondazione Comunista sostengono pienamente le rivendicazioni avanzate da USB, sindacato maggioritario presso l’ISPRA, che chiede la stabilizzazione del personale di ricerca. Queste figure professionali svolgono un ruolo cruciale in un contesto storico caratterizzato da sfide significative sul piano climatico, ambientale e idrogeologico.

Secondo quanto riportato nel comunicato, dietro questi tagli si nasconde una strategia precisa: relegare le problematiche climatiche in secondo piano privilegiando la produzione sfrenata e la massimizzazione dei profitti. L’ISPRA diviene così strumento di una logica economica che antepone gli interessi privati a quelli collettivi.

Ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la gestione politica dell’istituto. La direzione è stata affidata a Alessandra Gallone, figura di formazione missina e attuale esponente di Forza Italia, confermando l’applicazione della logica spartitoria tipica del manuale Cencelli del Governo Meloni. Nei prossimi mesi è inoltre prevista la nomina di un nuovo direttore generale, con probabilità che la scelta ricada su una figura riconducibile all’area della destra, comportando conseguenze dirette sulla subordinazione di un’istituzione strategica agli orientamenti dell’esecutivo.

La crisi climatica progredisce senza sosta e le sue conseguenze colpiscono con maggiore durezza le fasce popolari e i territori più vulnerabili. Garantire autorevolezza, autonomia e indipendenza all’ISPRA, insieme alla tutela e alla valorizzazione di chi vi lavora, costituisce un terreno di battaglia politica fondamentale. Difendere la ricerca pubblica significa fornire al Paese gli strumenti essenziali per comprendere, prevenire e mitigare gli effetti della crisi climatica, ponendo l’interesse collettivo al centro delle priorità e rifiutando le logiche del profitto.

Per queste ragioni, Giovani Comunisti/e e Dipartimento Lavoro del Partito della Rifondazione Comunista sostengono integralmente la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ISPRA. Rivolgono al Governo Meloni una richiesta esplicita: aumentare i fondi destinati alla ricerca finalizzata alla comprensione e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Investire nella ricerca pubblica, stabilizzare il personale e garantire l’indipendenza degli enti scientifici non rappresenta soltanto una questione di giustizia per coloro che vi lavorano, ma costituisce una scelta indispensabile per affrontare con la dovuta serietà la più grande sfida ambientale e sociale del nostro tempo.

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