(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Presentata oggi, nella sala San Domenico dell’ospedale Santi Giovanni e Paolo, l’iniziativa “Un’unica scia. Oltre le barriere a colpi di voga”, promossa con l’Ulss 3 Serenissima, che darà vita a corsi di voga a partire dal prossimo 8 settembre alla remiera di Sant’Alvise.
La voga alla veneta diventa così uno strumento di sviluppo motorio, integrazione sociale e benessere psicofisico per persone con disabilità. Il progetto, al debutto in laguna martedì 8 settembre, coinvolge l’associazione sportiva Gruppo Sportivo Artigiani Venezia, le società sportive dilettantistiche Polisportiva Terraglio e Sant’Alvise e il Comitato Italiano Paralimpico Veneto.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Simone Venturini, accompagnato dal consigliere delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto, il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il presidente del Comitato Paralimpico Veneto, Davide Giorgi, e Cristiana Leprotti, presidente dell’Asd Gruppo Sportivo Artigiani Venezia.
“Venezia è da sempre una città all’avanguardia nell’innovazione sociale e nella capacità di creare occasioni di sport per tutti – ha dichiarato il primo cittadino – La Polisportiva Terraglio ha svolto un lavoro importantissimo nell’avvicinamento allo sport e nella creazione di nuove opportunità, con iniziative rilevanti sia dal punto di vista sportivo sia come dinamica sociale. Oggi questa esperienza si unisce a quella della Remiera Artigiani, impegnata nel raccontare l’importanza della voga come stile di vita sano, legato all’invecchiamento attivo e alla salute. Da questo incontro nasce un’iniziativa straordinaria, un altro passo avanti che fa di Venezia un grande campo di sperimentazione per lo sport di tutti. Questa iniziativa, e la mia presenza oggi, rispondono anche a una promessa fatta a Roberto Leprotti, che è sempre con noi e che ha sempre creduto nell’idea di associare la voga a uno stile di vita sano e alla prevenzione. Lo sport – ha concluso – è per tutti e deve essere senza barriere. Il lavoro che viene svolto ogni giorno, insieme ai risultati raggiunti e all’impegno messo in campo, ne è un esempio concreto”.
Il progetto “Un’unica scia. Oltre le barriere a colpi di voga” prevede sei partecipanti per sessione, con un massimo di due persone per barca, in base al tipo di disabilità da affrontare. Saranno inoltre disponibili sei istruttori patentati Coni, due per ciascuna barca.
Le lezioni sono state pensate con un rapporto numerico ridotto o con affiancamenti individuali, così da calibrare lo sforzo fisico e i gesti tecnici in base alle specifiche capacità motorie o cognitive di ogni partecipante.
È prevista anche l’organizzazione di corsi per chi vorrà trasformare questa esperienza in una conoscenza più approfondita della pratica sportiva della voga alla veneta.
