Rimane basso il livello di severità idrica nel bacino dell’Adige e del Brenta, mentre sale a medio nel bacino del Po. È quanto emerso dalle valutazioni degli Osservatori permanenti sugli utilizzi idrici dei due distretti idrografici, ai quali partecipa anche la Provincia autonoma di Trento.
L’Osservatorio del distretto delle Alpi Orientali ha confermato il livello di severità bassa per una possibile carenza idrica nei bacini dell’Adige e del Brenta. La situazione risulta diversa nel distretto del Po, dove il grado di severità idrica è stato elevato al livello medio per il bacino alimentato anche dai fiumi Chiese e Sarca. L’ondata di calore registrata nella seconda metà di giugno ha accentuato gli effetti del ridotto innevamento invernale e delle scarse precipitazioni primaverili, determinando questo scenario.
Per il bacino dell’Adige restano in vigore le misure di gestione della risorsa volte a garantire il mantenimento della portata minima del fiume, pari a 80 metri cubi al secondo. Tale livello è indispensabile per salvaguardare l’approvvigionamento di acqua potabile nelle aree prossime alla foce e per contrastare la risalita di acqua salata dal mare Adriatico.
Nel bacino del Po, l’innalzamento del livello di severità tiene conto delle previsioni di temperature superiori alla media e dell’aumento dei consumi idrici tipico della stagione estiva.
La Provincia invita tutti i cittadini ad adottare un uso consapevole e parsimonioso dell’acqua. Si raccomanda in particolare di limitare i consumi non essenziali in questa fase critica per la disponibilità della risorsa idrica.

