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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «INFORTUNI, CASTELLONE (M5S): SERVONO REATO OMICIDIO SU LAVORO E PROCURA NAZIONALE DEDICATA»

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18.55 - mercoledì 1 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone, è intervenuta in Aula dopo le comunicazioni della ministra Calderone sulla sicurezza sul lavoro, denunciando con forza la drammatica situazione degli infortuni mortali nel nostro Paese.

I dati presentati nella relazione ministeriale evidenziano un quadro allarmante che non può essere più ignorato. Nel corso del 2025 si sono registrate 1.450 vittime sul lavoro, mentre nel 2026 il conteggio ha già raggiunto quasi duecento morti.

Le categorie più colpite da questa strage silenziosa sono i lavoratori più vulnerabili: anziani costretti a proseguire l’attività lavorativa oltre i settant’anni a causa di pensioni inadeguate, lavoratori stranieri impiegati irregolarmente, precari e persone inserite nel complesso sistema dei subappalti.

Secondo la senatrice pentastellata, questa emergenza è la conseguenza diretta di scelte politiche inadeguate che hanno progressivamente indebolito i sistemi di controllo e le tutele, privilegiando la precarietà del lavoro e la logica del profitto massimo a scapito della sicurezza dei lavoratori.

L’esecutivo viene accusato di limitarsi a interventi emergenziali successivi alle tragedie, con misure temporanee che non affrontano le radici strutturali del problema. Esempi di questa inefficacia sarebbero strumenti come la patente a crediti, applicata esclusivamente al comparto edilizio e rimasta sostanzialmente inefficace, oltre a normative che hanno finito per indebolire anziché potenziare l’attività ispettiva. Nel frattempo, quotidianamente tre persone perdono la vita sul lavoro.

Castellone ha ricordato casi emblematici come quello di Luana D’Orazio, la cui morte non ha portato a condanne carcerarie, insieme a Patrizio Spasiano e Satnam Singh. Per contrastare questa situazione, il Movimento 5 Stelle ha presentato due proposte di legge: una per introdurre il reato specifico di omicidio sul lavoro e un’altra per istituire una Procura nazionale del lavoro. Tuttavia, entrambe le iniziative legislative sono state ripetutamente respinte.

La vicepresidente del Senato, richiamando la sua formazione medica, ha sottolineato come la prevenzione rappresenti lo strumento più efficace per salvare vite umane, attraverso il rafforzamento degli ispettorati del lavoro e l’intensificazione dei controlli.

Lo Stato non può continuare ad agire solo dopo che le tragedie si sono consumate: occorre il coraggio di definire con chiarezza questi eventi e riconoscere che frequentemente si tratta di veri e propri omicidi. Un Paese che si fonda costituzionalmente sul lavoro non può più tollerare che l’attività lavorativa si trasformi quotidianamente in una condanna a morte per i suoi cittadini.

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